La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a carico di una madre e di suo figlio, dichiarando i loro ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza. Gli inquirenti hanno scoperto un grosso quantitativo di proiettili nella camera della donna, la cui abitazione era sorvegliata da numerose telecamere esterne. Inoltre, le intercettazioni ambientali in carcere tra i due congiunti hanno svelato la disponibilità di pistole, mai sequestrate fisicamente dalle forze dell'ordine. La difesa ha invocato l'assenza materiale dei pezzi e la necessità di difendersi dalla criminalità organizzata. La Corte ha statuito che la detenzione illegale di armi può essere accertata anche senza rinvenimento materiale, qualora i colloqui intercettati dimostrino chiaramente il possesso e la natura offensiva degli strumenti bellici. I giudici hanno respinto lo stato di necessità, confermando le condanne e negando le attenuanti richieste.
Continua »