LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 16 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 16 Codice Civile

Monetizzazione Ferie Non Godute: Dirigente Medico Contro Azienda
Un dirigente medico ha chiesto la monetizzazione ferie non godute e il compenso per turni di pronta reperibilità. La Cassazione ha stabilito che il datore di lavoro deve dimostrare di aver invitato il lavoratore a fruire delle ferie. Se non lo fa, il diritto alla monetizzazione ferie non godute non si perde. Inoltre, ha chiarito che la pronta reperibilità "integrativa" spetta anche ai dirigenti di struttura complessa, ribaltando la precedente decisione che negava il compenso. Tuttavia, le prestazioni di guardia attiva e la gestione dell'elisuperficie rientrano nella retribuzione onnicomprensiva del dirigente, senza diritto a compenso aggiuntivo. La Corte ha accolto i primi due motivi e rigettato il terzo, rinviando alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
Continua »
Esclusione dell’associato: la prassi batte lo statuto
L'Associazione ha approvato i bilanci escludendo dalla convocazione alcuni membri, ritenendo che avessero perso la qualifica di soci per incompatibilità statutaria, avendo aderito ad altri partiti. Gli Associati hanno impugnato la delibera. La Corte d'Appello ha dichiarato invalida la delibera poiché l'ente aveva tollerato la partecipazione di altri iscritti nella stessa situazione, creando una prassi di deroga che vietava l'applicazione selettiva della regola. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Associazione, confermando che la valutazione sull'esistenza di tale prassi spetta solo ai giudici di merito. Di conseguenza, l'esclusione dell'associato senza una formale e coerente procedura rende nulla la delibera assembleare.
Continua »
Acquisto di beni culturali: l’esperto perde i reperti contesi
Un noto gallerista d'arte ha acquistato ventuno manufatti tessili precolombiani di inestimabile valore storico, successivamente sequestrati e consegnati ai consolati di Perù e Cile. Il commerciante ha avviato un'azione legale per rivendicarne la proprietà e chiedere il risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del gallerista, confermando che l'acquisto di beni culturali di provenienza illecita o non tracciata non può beneficiare della tutela del possesso in buona fede. Essendo l'acquirente uno dei massimi esperti del settore, egli avrebbe dovuto verificare con estrema diligenza la tracciabilità e le autorizzazioni all'esportazione dei reperti. Di conseguenza, la mancanza di prova di un acquisto legittimo esclude il diritto alla restituzione e al risarcimento.
Continua »