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Art. 158 Codice di Procedura Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 158 Codice di Procedura Civile

Danno da cose in custodia: il caso dei bovini nel noccioleto
I gestori di una piantagione agricola hanno citato in giudizio l'ente proprietario del fondo confinante. Gli attori chiedevano il risarcimento per i danni causati da bovini estranei, penetrati nel noccioleto attraverso un varco nella recinzione. I giudici hanno respinto la richiesta risarcitoria per difetto di prova e inesistenza del rapporto di custodia sugli animali. La Suprema Corte di Cassazione ha confermato il rigetto, escludendo il danno da cose in custodia a carico dell'ente confinante. La perizia tecnica ha accertato che le lesioni alle piante erano compatibili con il passaggio di fauna selvatica e che i bovini appartenevano a soggetti terzi estranei. I proprietari danneggiati hanno perso la causa e devono rimborsare le spese legali.
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Liquidazione compensi difensore: è nullo l’atto del collegio
Un difensore d'ufficio contestava l'importo ridotto liquidato per la propria attività professionale, chiedendo il riconoscimento dei compensi previsti da un apposito protocollo. La Corte di Appello, decidendo con un collegio di tre giudici, rigettava la domanda e condannava il professionista alle spese. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che la controversia sulla liquidazione compensi difensore spetta esclusivamente al giudice monocratico. La pronuncia adottata dal collegio è radicalmente nulla per violazione delle regole sulla corretta costituzione del giudice.
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Regolamento di Confine: La Cassazione Conferma i Limiti di Proprietà
Due Proprietari hanno citato in giudizio altri due Proprietari per un regolamento di confine, chiedendo l'accertamento del confine esatto, l'apposizione dei termini, il rilascio di una porzione di terreno, la demolizione di opere che violavano le distanze legali e il risarcimento danni. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno accertato la corrispondenza del confine esistente in loco con quello effettivo, rigettando le altre richieste. I Proprietari originari hanno presentato ricorso in Cassazione, contestando la partecipazione di un giudice ausiliario e l'acritica accettazione della CTU. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni precedenti e condannando i ricorrenti al pagamento delle spese legali.
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Incompatibilità del Giudice: Rinvio Necessario per Giustizia Imparziale
Una ricorrente ha impugnato un'ordinanza della Corte di Cassazione che aveva accolto il ricorso dell'Azienda e rigettato il suo. La Corte ha rilevato l'incompatibilità del giudice relatore, un consigliere, in relazione a una proposta di revocazione precedente. Questo ha reso impossibile formare un collegio giudicante completo per la decisione. Per garantire la corretta amministrazione della giustizia, la causa è stata rinviata a nuovo ruolo. La decisione sottolinea l'importanza dell'imparzialità giudiziaria e delle corrette procedure per la composizione dei collegi giudicanti.
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Equa riparazione Legge Pinto: risarcito anche senza i verbali
Un professionista ha chiesto allo Stato l'equa riparazione Legge Pinto a causa della durata eccessiva di un processo amministrativo durato oltre dodici anni. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, sostenendo che il richiedente non avesse depositato tutti i verbali d'udienza per dimostrare la colpa del sistema giudiziario. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione, stabilendo che il danno morale da processo lento si presume sempre. Non spetta al cittadino dimostrare la colpa dello Stato o produrre l'intero fascicolo, ma è l'amministrazione pubblica a dover provare il contrario. La Cassazione ha quindi accolto il ricorso e rinviato la causa alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
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