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Art. 158 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Art. 158 Codice di Procedura Civile

Errore di fatto revocazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione di una propria ordinanza. Il ricorrente lamentava un errore di fatto nella decisione sulla competenza territoriale, ma la Corte ha stabilito che le censure sollevate costituivano in realtà critiche a valutazioni giuridiche, non un'erronea percezione dei fatti. Questo caso chiarisce i rigidi confini dell'istituto della revocazione per errore di fatto.
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Congedo straordinario dottorato: i limiti e le sanzioni
Un dipendente pubblico è stato sanzionato per essersi assentato oltre la durata del congedo straordinario per dottorato. La Cassazione ha confermato la sanzione, chiarendo che la precedente tolleranza del datore di lavoro per una situazione simile non crea un legittimo affidamento per il futuro. La decisione stabilisce che ogni caso va valutato singolarmente, specialmente riguardo ai tempi di reazione dell'amministrazione. Il ricorso del lavoratore è stato respinto, confermando la legittimità della sanzione e del recupero degli stipendi indebitamente percepiti.
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Differenze retributive: no se manca l’atto aziendale
Un dirigente sanitario ha richiesto le differenze retributive sostenendo di aver svolto mansioni superiori. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, nel pubblico impiego, il diritto alla retribuzione superiore non deriva dal mero svolgimento di fatto delle mansioni, ma richiede un atto aziendale formale che istituisca tale posizione nella dotazione organica dell'ente.
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Lavoro straordinario: la prova e il ricorso in Cassazione
Un'azienda ricorre in Cassazione contro la sentenza che la condannava al pagamento del lavoro straordinario a un dipendente. La Corte Suprema respinge il ricorso, ritenendo infondate le eccezioni procedurali e inammissibile la richiesta di rivalutazione delle prove testimoniali. Viene confermato il diritto del lavoratore al compenso per le ore di lavoro straordinario svolte.
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Qualifica dirigenziale: contano le mansioni, non la forma
La Corte di Cassazione ha stabilito che per il riconoscimento della qualifica dirigenziale contano le mansioni effettivamente svolte e non il riconoscimento formale da parte del datore di lavoro. In un caso riguardante un dipendente di un istituto bancario, la Corte ha confermato il suo diritto alla qualifica superiore e alle relative differenze retributive, basandosi sulla natura e complessità delle sue responsabilità. È stato inoltre chiarito che il termine di prescrizione per tali rivendicazioni non decorre in costanza di rapporto se la qualifica rivendicata non è assistita da stabilità reale.
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Giudice ausiliare: la Cassazione fa chiarezza
Una società contesta un debito per contributi previdenziali, sostenendo in Cassazione la nullità della sentenza d'appello a causa della presenza di un giudice ausiliare nel collegio. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la validità della decisione. Basandosi su una pronuncia della Corte Costituzionale, ha ribadito il principio di 'temporanea tollerabilità costituzionale' della figura del giudice ausiliare, a determinate condizioni. Gli altri motivi, relativi a prove e sanzioni, sono stati giudicati inammissibili.
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