LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 157 Codice Penale — Anno 2026

Pagina 28 di 29

Altri anni per Art. 157 Codice Penale

Rapina impropria: quando il furto diventa rapina
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per configurare la rapina impropria, distinguendola dal furto seguito da resistenza. Nel caso di specie, due individui sorpresi in un'auto rubata hanno usato violenza per fuggire. La Corte ha confermato la condanna per rapina impropria, sottolineando che la violenza era finalizzata a garantirsi l'impunità dal furto appena commesso, stabilendo così un nesso inscindibile tra le due azioni. Ha invece dichiarato estinto per prescrizione il reato di lesioni.
Continua »
Ricorso inammissibile e prescrizione del reato
La Corte di Cassazione esamina il caso di tre imputati condannati per associazione a delinquere finalizzata alla frode assicurativa. La Corte dichiara gran parte dei motivi di appello inammissibili, ribadendo di non poter riesaminare i fatti. Tuttavia, accoglie un punto specifico relativo alla prescrizione per uno degli imputati, annullando la condanna per un capo d'imputazione. La sentenza sottolinea la differenza tra un ricorso inammissibile e la necessità di dichiarare l'estinzione del reato quando matura prima della sentenza d'appello.
Continua »
Collaboratori di giustizia: la valutazione della prova
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla condanna per omicidio e reati di armi basata sulle dichiarazioni di più collaboratori di giustizia. La sentenza chiarisce che le discordanze su dettagli marginali non inficiano la credibilità delle testimonianze se queste convergono sul nucleo essenziale dei fatti. La Corte conferma la condanna per l'omicidio e il porto d'armi, ma annulla per prescrizione il reato di detenzione, riducendo la pena finale.
Continua »
Fatture false: onere della prova e detraibilità IVA
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 146/2026, ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento per l'utilizzo di fatture false. La Corte ha ribadito che, in caso di operazioni soggettivamente inesistenti, spetta all'Amministrazione finanziaria provare la consapevolezza della frode da parte del cessionario, anche tramite presunzioni. Una volta fornita tale prova, l'onere di dimostrare la propria buona fede e la massima diligenza passa al contribuente. Il ricorso è stato respinto, confermando la pretesa fiscale.
Continua »
Operazioni soggettivamente inesistenti: costi deducibili
In un caso di operazioni soggettivamente inesistenti, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema della deducibilità dei costi e della detrazione IVA. L'ordinanza stabilisce che, mentre la detrazione IVA è negata se il contribuente era consapevole o avrebbe dovuto esserlo della frode, i costi sostenuti per l'acquisto effettivo dei beni sono deducibili ai fini delle imposte dirette, a meno che non siano direttamente legati alla commissione di un delitto per cui è stata esercitata l'azione penale. La Corte ha cassato la sentenza d'appello sul punto dei costi, chiarendo che l'onere della prova sull'azione penale spetta all'Amministrazione Finanziaria.
Continua »
Errore di fatto: i limiti del ricorso straordinario
Un sacerdote condannato per abusi chiede la revisione per intervenuta prescrizione, basandosi su una nuova prova temporale. La Cassazione dichiara inammissibile il successivo ricorso straordinario, distinguendo nettamente tra l'errore di fatto percettivo, unico motivo valido per questo rimedio, e un'errata valutazione del giudice, che invece non lo legittima.
Continua »
Prescrizione reati: annullamento senza rinvio
Un imputato, condannato in appello per furto aggravato e indebito utilizzo di carta di credito, ricorre in Cassazione lamentando un peggioramento della pena in violazione del divieto di "reformatio in peius". La Suprema Corte, pur riconoscendo la non manifesta infondatezza del ricorso, non entra nel merito della questione ma annulla la sentenza senza rinvio, dichiarando l'estinzione dei reati per intervenuta prescrizione.
Continua »
Ammissione nuove prove: quando è valida in giudizio?
Un imputato ricorre in Cassazione contestando la condanna per detenzione di esplosivi, lamentando l'ammissione nuove prove in violazione dell'art. 507 c.p.p. La Corte rigetta il ricorso, qualificando la violazione come mera irregolarità e confermando il potere discrezionale del giudice nell'acquisizione probatoria.
Continua »
Annullamento parziale: obblighi del giudice del rinvio
La Corte di Cassazione, con un'importante sentenza, chiarisce l'ambito dei poteri del giudice del rinvio in seguito ad un annullamento parziale. Se l'annullamento riguarda un reato satellite e la Cassazione rinvia per una nuova valutazione del trattamento sanzionatorio, il giudice non può limitarsi a una mera sottrazione della pena. Deve invece procedere a una rivalutazione globale della sanzione, considerando attenuanti e recidiva. La Corte ha inoltre ribadito che il giudicato parziale formatosi sugli altri capi d'imputazione impedisce una successiva declaratoria di prescrizione.
Continua »
Concorso in spaccio: il ruolo dell’accompagnatore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per concorso in spaccio di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la presenza attiva come accompagnatore durante l'acquisto di droga, fornendo supporto e sicurezza al correo, costituisce un contributo causale al reato e non una mera connivenza non punibile. La sentenza ha inoltre confermato la corretta applicazione della sospensione dei termini di prescrizione legata all'emergenza pandemica.
Continua »
Calcolo prescrizione e aggravanti: la guida completa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8/2026, ha rigettato il ricorso di un'imputata per tentato furto aggravato, chiarendo un punto fondamentale sul calcolo prescrizione. Pur correggendo un errore della Corte d'Appello (che non aveva considerato la riduzione di pena per il tentativo), la Suprema Corte ha stabilito che, in caso di concorso tra più aggravanti ad effetto speciale, l'aumento di pena previsto dall'art. 63, comma 4, c.p. deve essere considerato ai fini del calcolo, senza che ciò trasformi le aggravanti in comuni. Di conseguenza, il reato non è stato dichiarato prescritto.
Continua »
Falso in atto pubblico: la Cassazione sul militare
Un militare è stato condannato per falso in atto pubblico per aver alterato i rapporti di servizio al fine di nascondere le proprie assenze. L'imputato aveva sostenuto che la sua condotta dovesse essere considerata solo come una meno grave "violata consegna", reato peraltro già prescritto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la violazione degli ordini e la successiva falsificazione del rapporto per occultarla costituiscono due reati distinti che possono coesistere. La Corte ha ribadito che i rapporti di servizio, anche se atti interni, hanno natura di atto pubblico, e la loro alterazione integra il grave delitto di falso.
Continua »
Dichiarazione fraudolenta: la Cassazione chiarisce
Un imprenditore, assolto in primo grado per dichiarazione fraudolenta, viene condannato in appello. La Cassazione conferma la condanna, chiarendo l'utilizzabilità delle prove fiscali nel processo penale. Tuttavia, annulla parzialmente la sentenza, specificando che la confisca del profitto non può includere le sanzioni amministrative, ma solo l'imposta evasa e gli interessi.
Continua »
Dichiarazioni spontanee: quando sono più credibili?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato per spaccio e possesso di armi, basandosi sulle sue dichiarazioni spontanee iniziali. La Corte ha stabilito che, in assenza di una spiegazione plausibile per una confessione iniziale, la successiva ritrattazione è considerata un mero tentativo di eludere la giustizia. Le dichiarazioni spontanee, quindi, mantengono un forte valore probatorio.
Continua »
Annullamento parziale e prescrizione: la Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce gli effetti dell'annullamento parziale sulla prescrizione del reato. Se l'annullamento riguarda solo la pena, la condanna per la responsabilità diventa definitiva e la prescrizione non può più essere dichiarata. Se invece l'annullamento investe la valutazione della responsabilità, il giudizio resta aperto e la prescrizione può essere rilevata anche in sede di rinvio. La sentenza analizza tre ricorsi, accogliendone uno e dichiarando gli altri inammissibili.
Continua »
Fatture inesistenti e prescrizione: la Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per l'utilizzo di fatture inesistenti. Confermato che il rinvio chiesto dalla difesa sospende la prescrizione e che le prove basate su accertamenti fiscali su 'società cartiere' sono sufficienti per la condanna.
Continua »
Sospensione prescrizione: come si calcola? La Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, chiarendo il meccanismo di calcolo della sospensione prescrizione per una contravvenzione commessa nel 2019. Sommando i periodi di sospensione previsti dalla legge tra i vari gradi di giudizio, il reato non risultava ancora estinto, rendendo il ricorso palesemente infondato e determinando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese.
Continua »
Prescrizione reato edilizio: l’inizio del termine
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per vari reati edilizi e paesaggistici. L'imputato sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato edilizio, ma la Corte ha confermato che il termine decorre dal completamento effettivo delle opere, data che nel caso di specie rendeva il ricorso infondato. Il ricorso è stato giudicato inammissibile anche perché riproponeva censure già esaminate e respinte in appello, tentando una rivalutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità.
Continua »
Prescrizione reato e Legge Orlando: il caso analizzato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante la prescrizione reato. L'imputato sosteneva che il reato fosse estinto, ma la Corte ha chiarito che il periodo di sospensione introdotto dalla Legge Orlando, applicabile ai fatti successivi al 3 agosto 2017, doveva essere correttamente calcolato, posticipando così la scadenza del termine. Di conseguenza, al momento della sentenza d'appello, il reato non era ancora prescritto.
Continua »
Prescrizione reato: la Riforma Orlando non aiuta
La Corte di Cassazione annulla una condanna, stabilendo un principio chiave sulla prescrizione reato. La Corte ha chiarito che se il termine di prescrizione matura prima dell'inizio del periodo di sospensione introdotto dalla Riforma Orlando, il reato deve considerarsi estinto. Nel caso specifico, il termine di cinque anni era già scaduto prima del deposito della motivazione della sentenza di primo grado, rendendo inapplicabile la sospensione.
Continua »