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Art. 152 Codice Penale — Anno 2026

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Altri anni per Art. 152 Codice Penale

Remissione di querela: come cancella la condanna per furto
L'Imputato era stato condannato per tre furti pluriaggravati. Successivamente alla sentenza d'appello, le vittime hanno deciso di ritirare la denuncia. L'Imputato ha accettato questa decisione e ha presentato ricorso in Cassazione per far valere la remissione di querela. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che è possibile ricorrere al solo fine di depositare la revoca della querela intervenuta dopo la condanna ma prima della scadenza dei termini di impugnazione. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione dei reati. Le spese del procedimento sono state poste a carico dell'Imputato, in mancanza di un accordo diverso con le vittime.
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Condanna per furto azzerata dalla remissione di querela
L'Imputato era stato condannato per furto. Tuttavia, prima della scadenza del termine per presentare il ricorso in Cassazione, la Persona Offesa ha effettuato la remissione di querela, accettata dall'Imputato. La Corte di Cassazione ha stabilito che il ricorso è pienamente ammissibile anche se proposto al solo scopo di far valere la remissione di querela avvenuta dopo la sentenza d'appello. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela. Le spese del processo sono state poste a carico dell'Imputato, in assenza di un accordo diverso tra le parti.
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Remissione di querela: la condanna per furto viene cancellata
L'Imputato, condannato nei gradi precedenti per il reato di furto aggravato, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente alla sentenza d'appello, la Persona Offesa ha formalizzato la remissione di querela, accettata dall'Imputato. La Suprema Corte ha stabilito che la remissione di querela, intervenuta in pendenza del ricorso e regolarmente accettata, determina l'estinzione del reato. Questo effetto prevale anche su eventuali motivi di inammissibilità del ricorso, purché quest'ultimo sia stato presentato tempestivamente. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando il reato estinto e ponendo le spese del procedimento a carico dell'Imputato, in assenza di accordi diversi tra le parti.
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Truffa: la remissione di querela cancella la condanna in appello
L'Imputato era stato condannato in appello per concorso nel reato di truffa ai danni di una società e del suo legale rappresentante. Successivamente alla sentenza, ma prima della scadenza dei termini per impugnarla, la persona offesa ha presentato la remissione di querela, accettata formalmente dalla difesa dell'imputato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la remissione di querela, intervenuta tempestivamente e regolarmente accettata, estingue il reato. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, ponendo a carico dell'imputato le sole spese processuali in mancanza di accordi diversi tra le parti.
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Remissione di querela: la condanna per truffa viene cancellata
L'Imputato era stato condannato nei primi due gradi di giudizio per il reato di truffa semplice ai danni della Persona Offesa. Successivamente alla sentenza d'appello, la Persona Offesa ha formalizzato la remissione di querela, regolarmente accettata dall'Imputato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Imputato, stabilendo che la remissione di querela, intervenuta e accettata durante il giudizio di legittimità, estingue il reato. Tale estinzione cancella anche le condanne civili al risarcimento dei danni. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, ponendo le spese del procedimento a carico dell'Imputato in assenza di accordi contrari.
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Sostituzione di persona: querela ritirata ma il reato resta
Un uomo ha attivato un contratto telefonico a nome di un'altra persona, facendole addebitare i costi. La vittima ha sporto querela, ma successivamente l'ha revocata. La Corte di Cassazione ha stabilito che la revoca estingue il reato di truffa, ma non quello di sostituzione di persona, in quanto quest'ultimo è perseguibile d'ufficio. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la condanna per truffa. Hanno invece rinviato alla Corte d'Appello la decisione sul reato di sostituzione di persona, affinché il giudice rivaluti la pena e l'eventuale applicazione della particolare tenuità del fatto, poiché è venuto meno il reato più grave che faceva da base al calcolo della condanna complessiva.
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Violenza privata in condominio: dal blackout alla pace legale
Un condomino è stato condannato per il reato di violenza privata per aver chiuso a chiave la zona cantine del condominio. Questa condotta ha impedito a un altro residente di accedere al proprio contatore elettrico dopo un blackout, costringendolo a passare la notte al freddo e senza luce. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contestando la qualificazione del reato. Tuttavia, durante il giudizio di legittimità, le parti hanno formalizzato la remissione della querela con contestuale accettazione. La Corte di Cassazione ha quindi annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando l'estinzione del reato. Le spese del procedimento sono state poste a carico dell'imputato.
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Remissione di querela: la Cassazione estingue il reato dopo l’appello
L'Imputato era stato condannato per ricettazione, poi il reato è stato riqualificato in truffa semplice. Il suo difensore ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il reato fosse estinto per intervenuta remissione di querela e accettazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la remissione di querela, se accettata e presentata correttamente, estingue il reato, anche se avviene dopo la sentenza d'appello. Ha quindi annullato la condanna e dichiarato il reato estinto, ponendo le spese a carico dell'Imputato.
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Assente in aula? Non è remissione tacita di querela, dice la Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce i presupposti per la remissione tacita di querela. Una Persona Offesa non si presenta in udienza, e il Tribunale archivia il caso, interpretando l'assenza come una rinuncia a procedere. La Cassazione annulla questa decisione. Sancisce un principio fondamentale: la sola assenza non basta. Per configurare una remissione tacita di querela, è indispensabile che la vittima sia stata formalmente citata a comparire come testimone e abbia ricevuto un avviso specifico sulle conseguenze della sua assenza. In mancanza di questi requisiti formali, il processo deve continuare. La volontà di rinunciare alla punizione del colpevole non può essere presunta.
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Remissione di querela: reato estinto, ma le spese restano
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna a seguito di una remissione di querela. La persona che aveva sporto la denuncia ha deciso di ritirarla e gli imputati hanno accettato. Questo accordo ha portato all'estinzione del reato, rendendo la condanna precedente senza effetto. La Corte ha stabilito un principio importante: anche se il procedimento penale si chiude a favore degli imputati, le spese processuali restano a loro carico. La decisione chiarisce che la fine del processo per volontà delle parti non elimina i costi già sostenuti per la giustizia.
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Remissione di querela: condanna annullata ma spese a carico
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna a seguito di un accordo tra le parti. Durante il processo, la persona offesa ha ritirato la propria denuncia e l'imputato ha accettato. Questo atto, noto come remissione di querela, ha causato l'estinzione del reato, ponendo fine al procedimento. Nonostante l'annullamento della condanna, la Corte ha stabilito che le spese processuali restano a carico dell'imputato. La decisione chiarisce che l'accordo tra le parti può chiudere un processo penale, ma non cancella necessariamente tutti i costi associati.
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Remissione di querela: condannate per molestie, poi prosciolte
Due persone, già condannate a una pena pecuniaria per il reato di molestie, vedono la loro sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. La svolta avviene grazie a due fattori decisivi: una nuova legge che ha reso il reato perseguibile solo su querela e la successiva decisione della vittima di ritirare la propria denuncia. La Corte ha stabilito che la remissione di querela, anche se avvenuta durante l'ultimo grado di giudizio, è sufficiente a estinguere il reato. Di conseguenza, la condanna è stata cancellata definitivamente, dimostrando come la volontà della persona offesa possa determinare l'esito di un processo penale.
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Truffa: Condanna Annullata per Remissione di Querela, ma non i Costi
Un uomo, già condannato per truffa nei primi due gradi di giudizio, ottiene l'annullamento della sentenza in Cassazione. La svolta non arriva da un'assoluzione nel merito, ma dall'intervento della vittima che, prima della decisione finale, ritira la querela. L'imputato accetta la remissione. La Corte Suprema, prendendo atto dell'accordo, dichiara l'estinzione del reato per remissione di querela. La condanna viene cancellata, ma l'imputato è comunque tenuto a pagare le spese del procedimento. La sentenza dimostra come la volontà della persona offesa possa essere decisiva per chiudere un processo penale.
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Condannato per truffa, ma la remissione di querela annulla tutto
Un soggetto, già condannato per truffa, ha visto la sua sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. Il motivo non è un errore nel giudizio, ma un evento successivo: la vittima del reato ha deciso di ritirare la propria denuncia. L'imputato ha accettato questa decisione. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del reato per remissione di querela, un atto che pone fine al procedimento penale per determinate tipologie di illeciti. La condanna è stata cancellata definitivamente, dimostrando come un accordo tra le parti possa risolvere la vicenda anche dopo una sentenza di colpevolezza.
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Remissione di querela in Cassazione: condanna annullata all’ultimo
Un imputato, già condannato nei gradi precedenti, ottiene l'annullamento della sentenza in Cassazione. La svolta avviene grazie alla remissione di querela presentata dalla persona offesa. La Corte Suprema ha stabilito un principio fondamentale: la remissione è valida ed efficace fino a quando la condanna non diventa definitiva e irrevocabile. Questo significa che un accordo tra le parti può estinguere il reato anche durante l'ultimo grado di giudizio, portando alla cancellazione della condanna. L'imputato, pur vedendo annullata la pena, è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Remissione di Querela: Condanna Annullata, ma Spese da Pagare
Un imputato, condannato per truffa, ha visto la sua sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. La decisione è arrivata dopo che la persona offesa ha ritirato la denuncia. Questo atto, noto come remissione di querela, è stato accettato dall'imputato e ha portato all'estinzione del reato. La Corte ha quindi cancellato la condanna in modo definitivo. Tuttavia, ha stabilito un principio importante: nonostante l'esito favorevole, l'imputato è stato condannato a pagare tutte le spese del processo. La vicenda chiarisce che la fine del procedimento non cancella i costi sostenuti dalla giustizia.
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Appropriazione indebita: amministratore condannato, la difesa fallisce
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per appropriazione indebita di un'amministratrice di condominio, accusata di aver sottratto denaro e documenti. La difesa sosteneva che il reato fosse prescritto, ma i giudici hanno respinto questa tesi. La Corte ha stabilito un principio chiaro: chi invoca la prescrizione per la prima volta in Cassazione deve fornire prove inconfutabili sul momento esatto in cui il reato è iniziato. Inoltre, spetta sempre all'amministratore dimostrare la legittimità delle spese e dei movimenti di denaro. La condanna è stata annullata solo per le accuse relative a un condominio che aveva ritirato la querela. Per il resto, l'amministratrice è stata ritenuta colpevole.
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Lesioni stradali: la remissione di querela annulla la condanna
Un'imputata, già condannata per lesioni personali stradali, ha visto la sua sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. La svolta è avvenuta grazie alla remissione di querela presentata dalla persona offesa. L'imputata ha accettato la remissione. Poiché il reato contestato non prevedeva aggravanti tali da renderlo perseguibile d'ufficio, la volontà della vittima è diventata decisiva. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del reato, annullando la condanna senza bisogno di un nuovo processo. Le spese processuali, tuttavia, sono state poste a carico dell'imputata.
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Remissione di Querela: Condanna Annullata in Cassazione
Un soggetto, condannato per appropriazione indebita, ha visto la sua sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. Il motivo non risiede nel merito dell'accusa, ma in un evento successivo: la società vittima ha presentato una remissione di querela. La Corte ha stabilito che questo atto, se accettato dall'imputato, estingue il reato e prevale su tutto, anche se interviene durante il giudizio finale di Cassazione. Di conseguenza, la condanna è stata cancellata definitivamente, dimostrando il potere risolutivo della remissione di querela in ogni fase del processo penale.
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Remissione di querela: condannati per minaccia, prosciolti in Cassazione
Due persone, condannate per il reato di minaccia, hanno fatto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del ricorso, la persona offesa ha deciso di ritirare la sua denuncia. Gli imputati hanno accettato formalmente questa decisione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la remissione di querela, se accettata, estingue il reato. Questo principio prevale su ogni altra valutazione, anche in fase di ricorso finale. Di conseguenza, la Corte ha annullato la sentenza di condanna, dichiarando il reato estinto. Gli imputati sono stati condannati solo al pagamento delle spese processuali.
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