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Art. 1494 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 1494 Codice Civile

Posti Auto Inaccessibili: La Cassazione Conferma la Vendita Aliud Pro Alio
Un venditore ha ceduto un appartamento e due posti auto. Gli acquirenti hanno lamentato l'assenza di accesso carraio ai posti auto, chiedendo la riduzione del prezzo e il risarcimento danni. Il Tribunale aveva respinto la domanda, ma la Corte d'Appello ha accolto il gravame, riconoscendo una Vendita aliud pro alio per i posti auto e condannando il venditore a rimborsare il prezzo e risarcire i danni. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del venditore, confermando la decisione d'Appello, poiché il ricorso mirava a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Il venditore dovrà pagare le spese legali.
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Garanzia per vizi della compravendita: stop ai ricorsi tardivi
Un compratore acquista tra il 2002 e il 2005 sette volumi e un quadro presentati come pezzi esclusivi e di pregio artistico. Anni dopo, scopre tramite perizie e notizie di stampa che le opere sono prive del valore promesso. Nel settembre 2011 invia la prima contestazione formale alla società venditrice e promuove una causa per ottenere lo scioglimento degli acquisti e la restituzione delle somme versate. La Corte di Cassazione respinge integralmente le richieste dell'acquirente. I giudici evidenziano che la garanzia per vizi della compravendita impone la denuncia entro otto giorni dalla scoperta e stabilisce la prescrizione dell'azione entro un anno dalla consegna materiale dei beni. Il ritardo pluriennale preclude ogni tutela legale, lasciando a carico dell'acquirente le spese di giudizio.
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Gravi difetti di costruzione: venditore e costruttore pagano i danni
L'Acquirente di un immobile subisce gravi allagamenti a causa di ristrutturazioni eseguite male. Promuove un'azione legale contro Le Venditrici e L'Appaltatore per ottenere il risarcimento dei danni. Il Tribunale condanna Le Venditrici, ma la Corte d'Appello estende la condanna in solido anche all'Appaltatore per i gravi difetti di costruzione ai sensi dell'articolo 1669 del codice civile. Le Venditrici ricorrono in Cassazione, lamentando che il giudice abbia riqualificato la domanda e contestando la ripartizione delle spese. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. Conferma che il giudice ha il potere di qualificare autonomamente i fatti e che la solidarietà passiva tutela il creditore, permettendogli di chiedere l'intero risarcimento a ciascun debitore. Le ricorrenti perdono la causa e sono condannate a pagare le spese processuali.
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Differenza tra vendita e appalto: quando il ritardo costa caro
Un'acquirente ha acquistato e fatto installare un climatizzatore da un rivenditore. A causa di un'errata installazione, l'apparecchio ha causato danni. L'acquirente ha chiesto il risarcimento, ma il venditore ha eccepito il ritardo nella denuncia del vizio. La Corte di Cassazione ha dovuto chiarire la differenza tra vendita e appalto per stabilire i termini di scadenza della denuncia. I giudici hanno stabilito che, se l'acquisto del bene prevale sul lavoro di installazione, il contratto è una compravendita. Di conseguenza, si applica il termine di decadenza di soli otto giorni dalla scoperta del difetto. Poiché l'acquirente ha denunciato il problema mesi dopo la perizia tecnica, ha perso il diritto al risarcimento. La Cassazione ha quindi rigettato il ricorso, confermando la vittoria del venditore.
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Garanzia per vizi della cosa venduta: il ritardo costa caro
Gli Acquirenti di un immobile hanno citato in giudizio La Venditrice per ottenere la riduzione del prezzo e il risarcimento dei danni a causa di gravi difetti dell'immobile. Sebbene il Tribunale avesse inizialmente accolto la domanda, la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, ritenendo l'azione sbarrata dalla decadenza per tardiva denuncia dei difetti. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, in tema di garanzia per vizi della cosa venduta, il termine di otto giorni per la denuncia decorre dal momento in cui l'acquirente acquisisce una certezza obiettiva e completa del difetto. Nel caso specifico, Gli Acquirenti erano consapevoli dei difetti a gennaio ma li hanno denunciati solo a maggio, perdendo così ogni diritto alla tutela.
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Riconoscimento del vizio non provato: l’acquirente perde la causa
Un'azienda acquirente ha perso la causa contro il fornitore per un bene difettoso. L'acquirente sosteneva che il venditore avesse ammesso il problema, invocando il cosiddetto **riconoscimento del vizio** per ottenere una prescrizione più lunga, di dieci anni. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi. Ha stabilito che l'impegno del venditore a eliminare il difetto non equivale automaticamente a un'ammissione di responsabilità. Di conseguenza, l'azione legale, avviata oltre il termine breve di un anno previsto dalla legge, è stata considerata tardiva. La Corte ha ribadito che l'accertamento di un eventuale riconoscimento del vizio è una valutazione di fatto, riservata ai giudici di merito e non sindacabile in sede di legittimità se la motivazione è adeguata.
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Vizi Occulti: Pavimento difettoso, venditore condannato
Un'azienda vende un immobile con una pavimentazione difettosa. L'acquirente, dopo l'acquisto, chiede un risarcimento. L'azienda si difende sostenendo che i difetti erano visibili e che l'acquirente ha perso il diritto alla garanzia non denunciandoli subito. La Corte di Cassazione, con questa sentenza, chiarisce la distinzione tra difetti evidenti e vizi occulti. Anche se alcuni problemi erano riconoscibili, l'acquirente non poteva scoprire quelli nascosti con la normale diligenza. Per questi ultimi, la garanzia rimane valida. La Corte ha quindi respinto il ricorso dell'azienda, confermando la sua condanna al risarcimento del danno di oltre 18.000 euro per i vizi occulti.
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