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Art. 1480 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1480 Codice Civile

Garanzia per evizione: se il terreno è pubblico paga il venditore
Una società acquista un'area vicino al Lago di Garda credendola privata, ma l'Autorità di Bacino ne accerta la natura pubblica (demanio lacuale) e chiede un indennizzo per occupazione abusiva. La società chiama in causa gli eredi dei venditori chiedendo la garanzia per evizione. Il Tribunale Superiore delle Acque condanna la società a pagare l'indennizzo e riconosce solo in parte la garanzia. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso della società sul punto specifico, stabilisce che la garanzia per evizione obbliga i venditori a rimborsare all'acquirente anche tutte le spese legali sostenute per difendersi in giudizio contro l'ente pubblico. Vince la società acquirente, che ottiene il rimborso delle spese processuali dai venditori.
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Evizione parziale: l’acquirente finale non può citare il fallimento
Una società acquista un terreno da un'altra che lo aveva comprato a un'asta fallimentare. Successivamente, si scopre che parte del terreno era stata inclusa per errore nella vendita originale. L'acquirente finale subisce quindi una evizione parziale da vendita fallimentare e chiede i danni direttamente al Fallimento. La Corte di Cassazione respinge la richiesta, stabilendo un principio chiaro: il diritto al risarcimento per l'evizione spetta solo all'acquirente diretto dalla procedura fallimentare (l'aggiudicatario). L'acquirente finale può agire solo contro il proprio venditore diretto, non può 'saltare la catena' e rivolgersi al venditore originario. Vince quindi il Fallimento.
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Riduzione del prezzo: vizi nella vendita di azioni
La controversia nasce dalla compravendita di un pacchetto azionario di una società proprietaria di strutture turistiche. L'acquirente ha contestato che il venditore non era titolare dell'intero capitale promesso e che i beni sociali presentavano difformità qualitative, richiedendo una riduzione del prezzo. La Cassazione ha accolto il ricorso evidenziando errori nel calcolo della decurtazione del valore e l'omessa valutazione della differenza tra posti letto esistenti e quelli effettivamente autorizzati dalle licenze amministrative.
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Interpretazione contratto servitù: la parola al testo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33762/2023, ha chiarito i principi di interpretazione del contratto in materia di servitù di passaggio. Nel caso esaminato, un acquirente contestava l'ampiezza di una servitù, sostenendo che dovesse limitarsi alla misura indicata nell'atto di compravendita. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che nell'interpretazione del contratto servitù non si può prescindere dal contesto complessivo e dai richiami ad atti precedenti contenuti nel contratto stesso. La conoscenza della reale estensione della servitù, desumibile da tali atti, esclude il diritto dell'acquirente a una riduzione del prezzo o al risarcimento del danno.
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Distanza costruzioni: quando un muro è opera?
Una recente sentenza della Cassazione chiarisce la disciplina della distanza costruzioni. Un muro di contenimento che supporta un terrapieno artificiale è considerato a tutti gli effetti una "costruzione" e deve rispettare le distanze legali dal confine. La Corte ha stabilito che l'azione di demolizione va intentata contro l'attuale proprietario, il quale è però tutelato da una garanzia nei confronti del venditore che ha realizzato l'opera illecita.
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Vizio immobile: tutele per il compratore nel preliminare
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di vizio immobile, specificamente un porticato abusivo, scoperto dopo la firma di un contratto preliminare. La Corte ha rigettato il ricorso del promissario acquirente, confermando la decisione dei giudici di merito che avevano concesso solo una riduzione del prezzo e il rimborso per i costi di demolizione. È stata dichiarata inammissibile la richiesta di risarcimento per la mancata disponibilità giuridica del bene, in quanto considerata domanda nuova in appello. La sentenza chiarisce che in casi di difformità urbanistiche si applica l'art. 1489 c.c., con prescrizione decennale, anziché i termini brevi della garanzia per vizi.
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