LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 148 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 148 Codice di Procedura Civile

Notifica cartella esattoriale: le regole postali
Una contribuente ha contestato la validità di una notifica di cartella esattoriale perché, dopo la consegna al portiere, non era seguita la seconda raccomandata informativa (CAN). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che per la notifica diretta via posta dall'Agente della Riscossione si applicano le norme del servizio postale ordinario, che non prevedono tale adempimento. La consegna al domicilio è sufficiente a perfezionare la notifica.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33649/2025, ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile se non fondata su uno dei motivi tassativamente previsti dall'art. 12, comma 4-bis, del d.P.R. 602/1973. Nel caso specifico, un contribuente aveva impugnato un estratto di ruolo eccependo la prescrizione quinquennale dei crediti. La Corte ha accolto il ricorso incidentale dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, dichiarando l'azione del contribuente inammissibile per carenza di interesse ad agire, poiché la prescrizione non rientra tra le cause specifiche che consentono tale impugnazione. La decisione si basa su una norma sopravvenuta (ius superveniens) applicabile ai processi in corso.
Continua »
Doppia imposizione: Cassazione chiarisce i limiti
Una società ha impugnato diversi avvisi di liquidazione e una cartella di pagamento, lamentando una presunta doppia imposizione tra IVA e imposta di registro su decreti ingiuntivi, oltre a vizi di notifica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che tassare l'atto giudiziario (decreto ingiuntivo) con l'imposta di registro non costituisce una doppia imposizione rispetto all'IVA applicata alla prestazione sottostante, in quanto si tratta di due presupposti impositivi distinti. Ha inoltre respinto le censure sulla notifica e sulla motivazione degli atti.
Continua »
Notifica diretta atti tributari: la Cassazione
Un contribuente contesta un'ingiunzione di pagamento per tasse non pagate, sostenendo di non aver mai ricevuto l'avviso di accertamento originale. La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica diretta atti tributari effettuata dal Comune tramite servizio postale è valida e si perfeziona dopo dieci giorni dal rilascio dell'avviso di giacenza, anche senza l'invio di una seconda raccomandata informativa. Di conseguenza, non avendo impugnato l'atto originale, il contribuente non può più contestare la pretesa fiscale.
Continua »
Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Una società, dopo aver impugnato una cartella di pagamento per tasse non versate e aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della discussione, la società ha rinunciato al ricorso. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, sottolineando che la rinuncia non richiede l'accettazione della controparte e rende definitiva la sentenza precedente. Questa decisione chiarisce gli effetti processuali della rinuncia al ricorso e le sue implicazioni.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del processo tributario
Una società, dopo aver impugnato una cartella di pagamento e aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha effettuato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che tale atto determina il passaggio in giudicato della sentenza impugnata e non richiede l'accettazione della controparte. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
Continua »
Notifica atto impositivo: quando è irrilevante?
Una contribuente impugna un'intimazione di pagamento sostenendo di non aver mai ricevuto l'avviso di accertamento e la cartella di pagamento presupposti. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. La Corte stabilisce che, una volta accertata in giudizio la regolare notifica della cartella di pagamento e la sua mancata impugnazione, la pretesa tributaria si consolida. Di conseguenza, l'eventuale vizio nella notifica atto impositivo precedente diventa irrilevante ai fini della validità dell'intimazione.
Continua »
Conflitto di interessi difensore: ricorso nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato congiuntamente da una società debitrice e da un suo socio, in qualità di terzo pignorato, perché rappresentati dallo stesso legale. La Corte ha ravvisato un insanabile conflitto di interessi del difensore, dato che le posizioni del debitore esecutato e del terzo i cui beni sono pignorati sono intrinsecamente contrapposte all'interno della procedura esecutiva, rendendo nulla la difesa congiunta.
Continua »
Notifica cartella esattoriale: quando è valida?
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento sostenendo la nullità della notifica della cartella esattoriale presupposta. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la notifica è valida sia se effettuata a un familiare convivente, sia se inviata tramite PEC da un indirizzo non presente nei pubblici registri, a meno che il destinatario non dimostri un concreto pregiudizio al suo diritto di difesa. La Corte ha inoltre confermato la legittimità della difesa in giudizio dell'Agente di Riscossione tramite avvocati del libero foro.
Continua »
Notifica avviso accertamento: domicilio fiscale
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento, sostenendo che la notifica dell'avviso di accertamento fosse invalida perché effettuata a un indirizzo errato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che fa fede il domicilio fiscale registrato al momento della notifica, anche se diverso dalla residenza anagrafica. L'onere di provare l'irregolarità della notifica spetta al contribuente, e l'accertamento dei fatti svolto nei gradi di merito non è sindacabile in sede di legittimità.
Continua »
Notificazione cartella di pagamento: guida alla nullità
La Cassazione annulla una sentenza che riteneva valida la notificazione cartella di pagamento. Se il messo notificatore non documenta le ricerche del destinatario, la notifica è nulla. Il caso riguardava una intimazione di pagamento per IRPEF, IVA e IRAP, dove la validità della notifica era cruciale per interrompere la prescrizione.
Continua »
Notifica persona giuridica: no al familiare convivente
Un'impresa contestava una sentenza di primo grado a causa di una notifica irregolare. L'atto iniziale era stato consegnato tramite posta alla sede legale e ricevuto da un familiare convivente del rappresentante legale. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità della notifica a persona giuridica, chiarendo che un familiare, anche se convivente, non rientra tra i soggetti autorizzati dall'art. 145 c.p.c. a ricevere atti per conto di una società, nemmeno in caso di notifica postale.
Continua »
Riassunzione tardiva: estinzione del processo
Una società non rispettava il termine perentorio per la riassunzione di una causa davanti al tribunale competente. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello che dichiarava l'estinzione del processo. Si è stabilito che la riassunzione tardiva è un vizio 'fondante' che incide sulla potestas iudicandi del giudice, rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado, e che impedisce la formazione di un giudicato implicito sulla questione, anche se il giudice di primo grado aveva deciso la causa nel merito.
Continua »
Notifica irreperibilità assoluta: quando è nulla?
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di una notifica di atti fiscali a un contribuente. La decisione si fonda sull'insufficienza delle ricerche effettuate dal messo notificatore per rintracciare il destinatario. Secondo la Corte, annotazioni generiche come 'civico sconosciuto' non bastano a giustificare una notifica per irreperibilità assoluta, che richiede un'indagine più approfondita e documentata sulla residenza del contribuente.
Continua »
Notifica art. 140 c.p.c.: quando è valida la notifica
Un contribuente ha impugnato un preavviso di iscrizione ipotecaria, sostenendo di non aver mai ricevuto l'avviso di accertamento presupposto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la notifica art. 140 c.p.c. si perfeziona per il destinatario dopo dieci giorni dalla spedizione della raccomandata informativa, indipendentemente dalla sua effettiva ricezione. Il ricorso è stato inoltre dichiarato inammissibile per mancanza di specificità, non avendo il ricorrente allegato gli atti contestati.
Continua »
Cessazione materia del contendere: il caso di debito nullo
Una contribuente impugna una cartella di pagamento per Tarsu/Tia. Durante il processo in Cassazione, una nuova legge dispone lo "stralcio" dei debiti fiscali di importo inferiore a mille euro. La Corte Suprema, applicando il principio dello ius superveniens, dichiara la cessazione della materia del contendere, estinguendo il processo in quanto il debito originario è stato annullato automaticamente per legge.
Continua »
Notifica inesistente: quando l’atto è nullo
Un contribuente si oppone a un'iscrizione ipotecaria sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle esattoriali presupposte. La Corte di Cassazione accoglie il suo ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la notifica è legalmente inesistente se l'avviso di ricevimento non è firmato dall'agente postale. Questa mancanza non è una semplice nullità sanabile, ma un vizio radicale che rende l'atto come mai avvenuto. Inoltre, la Corte ha censurato la sentenza d'appello per non aver riconosciuto la formazione di un giudicato parziale su un altro motivo di accoglimento della sentenza di primo grado, ovvero la decadenza del potere di riscossione dell'amministrazione.
Continua »
Notifica diretta atti impositivi: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29246/2025, interviene sul tema della notifica diretta atti impositivi da parte degli enti locali. Un Comune aveva emesso un'ingiunzione di pagamento per la TARI, contestata da una società per mancata notifica dell'atto presupposto. La Corte ha stabilito che, in caso di notifica diretta a mezzo posta, la procedura si perfeziona con il decorso di dieci giorni dal rilascio dell'avviso di giacenza, senza necessità di inviare un'ulteriore raccomandata informativa. Viene così cassata la decisione del giudice di merito che aveva annullato l'atto per questo motivo.
Continua »
Cessazione materia del contendere per stralcio debiti
Una contribuente ha impugnato un preavviso di fermo amministrativo e le relative cartelle di pagamento. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere. La decisione è stata motivata dal fatto che le cartelle di pagamento, di importo inferiore a 5.000 euro e relative a crediti affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2015, sono state annullate automaticamente per effetto di una nuova legge (c.d. "stralcio dei debiti"), facendo venir meno l'oggetto della controversia.
Continua »
Notifica Atto Impositivo: i requisiti del ricorso
Una società ha impugnato un avviso di accertamento TARI, lamentando vizi nella notifica atto impositivo e nella motivazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, dichiarandolo inammissibile per carenza di autosufficienza. La Corte ha ribadito che il ricorrente ha l'onere di trascrivere integralmente nel ricorso sia gli atti relativi alla notifica contestata sia il contenuto dell'atto impositivo, per consentire alla Corte di verificare la fondatezza delle censure senza dover consultare altri documenti. In mancanza di tale trascrizione, il ricorso non può essere esaminato nel merito.
Continua »