Una società alberghiera ha impugnato la registrazione di un marchio concorrente ritenuto troppo simile al proprio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il marchio in questione è un marchio debole poiché descrittivo del servizio offerto (pernottamento e colazione). In tali casi, lievi variazioni grafiche o l'aggiunta di slogan sono sufficienti a escludere il rischio di confusione. Inoltre, la Corte ha ribadito l'obbligo di traduzione in lingua italiana per i documenti probatori stranieri depositati nei procedimenti di proprietà industriale.
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