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Art. 147 Codice Penale — Anno 2023

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Altri anni per Art. 147 Codice Penale

Differimento esecuzione pena: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto delle istanze di differimento esecuzione pena e detenzione domiciliare presentate da un condannato. Il Tribunale di Sorveglianza aveva basato il diniego sulle relazioni della struttura carceraria e sulla documentazione medica disponibile, ritenendo superflua un'ulteriore perizia. Il ricorrente lamentava inoltre la nullità del provvedimento per il ritardo nella decisione sull'ammissione al patrocinio a spese dello Stato. La Suprema Corte ha stabilito che tale ritardo costituisce una mera irregolarità procedurale e non determina la nullità, dichiarando il ricorso inammissibile.
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Revoca detenzione domiciliare: salute vs sicurezza
La Corte di Cassazione conferma la revoca della detenzione domiciliare a un soggetto che, nonostante il beneficio concesso per motivi di salute, ha commesso nuovi reati. La decisione si fonda sulla sua accertata pericolosità sociale, ritenuta prevalente sul diritto alla salute, considerato comunque compatibile con il regime carcerario. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando la correttezza del bilanciamento operato dal Tribunale di Sorveglianza tra le esigenze di cura e la sicurezza della collettività.
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Detenzione domiciliare: no se il detenuto rifiuta cure
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto che chiedeva la detenzione domiciliare per motivi di salute. La Corte ha stabilito che la richiesta non può essere accolta se il detenuto stesso ha contribuito a creare la situazione di pretesa mancata assistenza, rifiutando il trasferimento in un istituto penitenziario dotato di un centro clinico adeguato.
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Detenzione domiciliare: la facoltà del Tribunale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro il diniego della detenzione domiciliare. La Corte ha ribadito che, anche in presenza dei presupposti per il rinvio della pena, la concessione della detenzione domiciliare resta una facoltà discrezionale del Tribunale di Sorveglianza, che deve valutare la pericolosità sociale del soggetto. Il ricorso è stato respinto per mancanza di specificità, non avendo contestato tale valutazione.
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Differimento pena salute: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che negava il differimento della pena per motivi di salute a un detenuto anziano e affetto da gravi patologie, inclusa una sospetta neoplasia. La decisione del tribunale inferiore è stata ritenuta carente di motivazione, poiché non aveva operato un corretto bilanciamento tra le esigenze di cura e il principio di umanità della pena, e la valutazione sulla pericolosità sociale dell'individuo. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice deve considerare la compatibilità effettiva delle condizioni di salute con il regime carcerario, non potendo basarsi su una valutazione generica della pericolosità sociale o sulla mera possibilità teorica di cure esterne.
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