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Art. 147 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 147 Codice Civile

Danno endofamiliare: risarcimento e prova presuntiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24719/2025, si è pronunciata su un caso di danno endofamiliare richiesto da un figlio nei confronti del padre assente. Ribaltando la decisione della Corte d'Appello, ha stabilito che il danno derivante dalla violazione dei doveri genitoriali, pur non essendo 'in re ipsa', può essere provato tramite presunzioni. La prolungata e consapevole assenza di un genitore è un fatto notorio sufficiente a far presumere un'alterazione pregiudizievole nella vita del figlio, semplificando così l'onere della prova per la vittima.
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Rimborso tasse universitarie: la giurisdizione
Un gruppo di studenti ha citato in giudizio un ateneo per ottenere il rimborso delle tasse universitarie, sostenendo di aver pagato importi superiori al limite legale del 20% rispetto ai finanziamenti statali. La Corte di Cassazione ha confermato la giurisdizione del giudice ordinario civile, poiché la richiesta degli studenti verte su un diritto soggettivo al rimborso (ripetizione dell'indebito) e non sull'annullamento di un atto amministrativo. La distinzione fondamentale risiede nella natura della pretesa: un diritto patrimoniale, non una contestazione del potere discrezionale dell'amministrazione.
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Esenzione IMU coniugi e residenza diversa: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10217/2025, ha accolto il ricorso di un contribuente riguardo all'esenzione IMU per la prima casa. Il caso riguardava due coniugi con residenze anagrafiche in comuni diversi. Richiamando la sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022, la Cassazione ha stabilito che la diversa residenza dei coniugi non preclude il diritto all'esenzione, a condizione che ciascuno dimori abitualmente nell'immobile dichiarato come abitazione principale. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Confisca di prevenzione: il ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da un professionista e dai suoi familiari avverso un decreto di confisca di prevenzione. La Corte ha confermato la pericolosità sociale del soggetto, sia generica che qualificata per legami con la criminalità organizzata, e ha ritenuto legittima la confisca estesa ai beni intestati a terzi, inclusi familiari, data la sproporzione tra i loro redditi e il valore dei beni, e le prove che dimostravano la riconducibilità di tali patrimoni al soggetto principale.
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