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Art. 1454 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 1454 Codice Civile

Canoni di locazione non riscossi: scatta la tassazione IRPEF
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una proprietaria l'omessa dichiarazione dei redditi relativi a un immobile locato. L'inquilino non aveva versato i pagamenti pattuiti e il giudice ha convalidato lo sfratto a fine anno. La contribuente sosteneva la non tassabilità delle somme mai incassate. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria. I canoni di locazione non riscossi concorrono alla base imponibile IRPEF fino alla data ufficiale di convalida dello sfratto o di risoluzione del contratto. Il mancato incasso materiale non esclude il debito tributario per le mensilità maturate prima dell'intervento del giudice.
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Condanna generica: quando il risarcimento del danno è solo probabile
Un Comune ha citato in giudizio un Lavoratore per l'inadempimento di un contratto preliminare di vendita di un terreno. Il Tribunale ha risolto il contratto ma ha negato il risarcimento danni. La Corte d'Appello ha invece condannato il Lavoratore al risarcimento, con una condanna generica al risarcimento del danno. Il Lavoratore ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che la Corte d'Appello avesse errato nel non accertare con certezza l'esistenza del danno. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la condanna generica richiede solo la probabile produzione di danni, ma ha anche chiarito che, in caso di tempestiva opposizione del convenuto, il giudice deve accertare il danno con certezza. Il Lavoratore non ha dimostrato tale opposizione.
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Interpretazione del contratto: niente percentuali alla concessionaria
Una società concessionaria della mobilità ha chiesto a un operatore privato il pagamento di una percentuale del dieci per cento sugli incassi derivanti dal servizio di blocco ruote dei veicoli. L'operatore ha contestato la richiesta, sostenendo che l'accordo prevedeva la percentuale unicamente sui servizi di rimozione con fatturazione diretta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di secondo grado, stabilendo la corretta interpretazione del contratto. I magistrati hanno chiarito che il testo contrattuale riservava il trattenimento delle somme alle sole attività con effettivi costi di gestione e custodia a carico della concessionaria. L'operatore privato ha vinto definitivamente la causa.
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Diffida ad adempiere: addio al trasferimento degli immobili
Un acquirente stipula un contratto preliminare per l'acquisto di immobili. Di fronte all'inadempimento del venditore, l'acquirente invia una diffida ad adempiere. Decorso inutilmente il termine, il contratto si risolve automaticamente. Successivamente, l'acquirente cambia idea e chiede al giudice il trasferimento coattivo degli immobili. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici confermano che, una volta avvenuta la risoluzione di diritto per effetto della diffida ad adempiere, la parte adempiente non può rinunciare agli effetti risolutivi per chiedere l'adempimento. Questo principio tutela l'affidamento del debitore, che ormai considera sciolto il vincolo contrattuale.
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