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Art. 1454 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

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Altri anni per Art. 1454 Codice Civile

Caparra confirmatoria: quando sospendere il pagamento?
Un promissario acquirente sospendeva il pagamento della caparra confirmatoria a causa di vizi dell'immobile e del rischio di evizione parziale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo l'inadempimento dell'acquirente prevalente e ingiustificato. La sospensione totale dei pagamenti è stata giudicata sproporzionata rispetto all'inadempimento della controparte, violando il principio di buona fede. Di conseguenza, il ricorso principale è stato respinto e l'acquirente condannato al risarcimento del danno.
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Inadempimento contratto preliminare: colpe venditore
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recesso di un promissario acquirente da un contratto preliminare a causa dell'inadempimento del venditore. Quest'ultimo non aveva risolto diverse problematiche urbanistiche e amministrative dell'immobile, come la pendenza di una sanatoria edilizia, la mancanza del nulla osta paesistico e la mancata affrancazione da usi civici, violando l'obbligo di diligenza e le garanzie prestate. La sentenza chiarisce che il venditore ha l'onere di attivarsi tempestivamente per garantire la piena regolarità del bene promesso in vendita, giustificando la richiesta di restituzione del doppio della caparra da parte dell'acquirente.
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Inadempimento appalto pubblico: la rescissione è lecita
Un'associazione di imprese non adempie agli obblighi di un contratto di servizi con un ente pubblico. L'ente rescinde il contratto e chiede i danni. La Corte di Cassazione conferma la decisione, ritenendo giustificata la rescissione per grave inadempimento appalto pubblico e legittima la richiesta di risarcimento, negando al contempo il rimborso spese all'impresa.
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Esecuzione in forma specifica: il momento decisivo
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale sull'esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c. di un contratto preliminare di vendita di azioni. A seguito del fallimento della società le cui azioni erano oggetto del contratto, la Corte ha stabilito che la possibilità di trasferire il bene deve essere valutata al momento della decisione giudiziale e non al momento della proposizione della domanda. Se l'oggetto è divenuto impossibile da trasferire (come le azioni di una società fallita), l'azione non può essere accolta. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio.
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Contratto preliminare: la consegna non fa possesso
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a un contratto preliminare di vendita immobiliare. I promissari acquirenti, dopo aver ricevuto l'immobile in anticipo, hanno sostenuto di averne acquisito la proprietà per usucapione. La Corte ha respinto questa tesi, ribadendo un principio fondamentale: la consegna anticipata del bene in un contratto preliminare configura una mera detenzione e non un possesso utile ai fini dell'usucapione, poiché l'acquirente è consapevole che la proprietà non è ancora stata trasferita. Allo stesso tempo, la Corte ha respinto la domanda di risoluzione del contratto del venditore a causa di un vizio formale nella diffida ad adempiere.
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Onorari avvocato PA: la Cassazione decide sul rito
Un avvocato ha citato in giudizio un Comune per ottenere il pagamento dei suoi onorari professionali relativi a un'attività difensiva svolta in un giudizio amministrativo. Le sue richieste sono state respinte sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del legale, stabilendo principi importanti in materia di onorari avvocato PA. La Corte ha chiarito che il rito speciale per la liquidazione delle parcelle si applica solo ai giudizi civili e non a quelli amministrativi. Inoltre, ha ribadito la necessità di un disconoscimento specifico, e non generico, delle copie fotostatiche prodotte in giudizio e ha confermato la validità del contratto di patrocinio con l'ente pubblico.
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Recesso contratto preliminare: vincolo non dichiarato
La Corte di Cassazione conferma la legittimità del recesso dal contratto preliminare da parte del promissario acquirente. La causa è la mancata comunicazione da parte del venditore di un vincolo storico-artistico sull'immobile, un'omissione considerata grave inadempimento, nonostante il venditore avesse garantito l'assenza di oneri. La Corte ha stabilito che tale condotta viola l'obbligo di buona fede e giustifica la richiesta di restituzione del doppio della caparra.
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Clausola Risolutiva Espressa: Quando è inefficace?
Una proprietaria immobiliare si è opposta a un'ingiunzione di pagamento di un'impresa edile, sostenendo la risoluzione del contratto per inadempimento basata su una clausola risolutiva espressa e presunti vizi dell'opera. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che una clausola contrattuale generica, che fa riferimento a un vasto complesso di norme senza specificare obbligazioni precise, è una mera 'clausola di stile' e quindi inefficace ai fini della risoluzione automatica del contratto. La Corte ha inoltre chiarito l'inammissibilità dei ricorsi contro decisioni fondate su più ragioni autonome, qualora non vengano tutte validamente contestate.
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Onorari professionali avvocato: la decisione Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un avvocato che richiedeva il pagamento di onorari professionali a un ente comunale per un'attività svolta in un giudizio amministrativo. La Corte ha confermato le decisioni dei giudici di merito, affrontando quattordici diversi motivi di ricorso. Tra i punti salienti, ha chiarito che la contestazione di documenti in fotocopia deve essere specifica e non generica, ha ribadito che il requisito della forma scritta per i contratti con la P.A. può essere soddisfatto dal rilascio della procura al difensore e ha confermato che le norme sugli interessi di mora del D.Lgs. 231/2002 non si applicano retroattivamente ai contratti stipulati prima dell'8 agosto 2002.
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