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Art. 1454 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

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Passaggio dipendenti pubblici: la Cassazione decide
Un dipendente comunale, addetto al servizio idrico, si oppone al trasferimento presso la società privata subentrata nella gestione del servizio. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32773/2024, stabilisce che il passaggio dei dipendenti pubblici in questi casi è automatico e non richiede il consenso del lavoratore. La normativa, infatti, configura una fattispecie legale di trasferimento finalizzata a garantire la continuità occupazionale, applicando la disciplina del trasferimento d'azienda (art. 2112 c.c.). Il rifiuto del lavoratore è quindi irrilevante.
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Trasferimento personale pubblico: il consenso non serve
La Corte di Cassazione ha stabilito che nel trasferimento personale pubblico a un gestore privato di servizi, come quello idrico, il passaggio del rapporto di lavoro avviene automaticamente per legge ('ope legis') per garantire la continuità occupazionale. Il consenso del lavoratore non è necessario e un suo eventuale rifiuto a un'offerta di assunzione antecedente al trasferimento è irrilevante. La sentenza chiarisce la natura necessitata di tale passaggio, finalizzato alla salvaguardia dei diritti dei lavoratori nel processo di esternalizzazione.
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Trasferimento personale: il consenso non è richiesto
Un dipendente pubblico, il cui servizio idrico è stato esternalizzato, ha rifiutato un'offerta di assunzione dal nuovo gestore privato, convinto di poter rimanere con l'ente di provenienza. Rimasto senza lavoro, ha avviato una causa. La Corte di Cassazione ha stabilito che in questi casi di trasferimento personale, il passaggio avviene automaticamente per legge (ope legis) a tutela del posto di lavoro. Il consenso del lavoratore non è quindi necessario e il rapporto di lavoro prosegue con il nuovo gestore.
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