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Art. 1454 Codice Civile — Anno 2025

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Altri anni per Art. 1454 Codice Civile

Inadempimento appalto pubblico: la rescissione è lecita
Un'associazione di imprese non adempie agli obblighi di un contratto di servizi con un ente pubblico. L'ente rescinde il contratto e chiede i danni. La Corte di Cassazione conferma la decisione, ritenendo giustificata la rescissione per grave inadempimento appalto pubblico e legittima la richiesta di risarcimento, negando al contempo il rimborso spese all'impresa.
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Esecuzione in forma specifica: il momento decisivo
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale sull'esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c. di un contratto preliminare di vendita di azioni. A seguito del fallimento della società le cui azioni erano oggetto del contratto, la Corte ha stabilito che la possibilità di trasferire il bene deve essere valutata al momento della decisione giudiziale e non al momento della proposizione della domanda. Se l'oggetto è divenuto impossibile da trasferire (come le azioni di una società fallita), l'azione non può essere accolta. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio.
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Risoluzione associazione in partecipazione: la Cassazione
La Cassazione ha confermato la decisione di merito che respingeva la domanda di risoluzione associazione in partecipazione. La Corte ha ritenuto inammissibile la modifica della domanda da risoluzione per inadempimento a quella per impossibilità sopravvenuta, avvenuta oltre i termini processuali. Inoltre, ha escluso il diritto di recesso in un contratto a tempo determinato, ribadendo l'inammissibilità delle censure su accertamenti di fatto.
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Rinuncia risoluzione contratto: è possibile?
In un caso di locazione commerciale, la Corte di Cassazione ha esaminato la questione della rinuncia risoluzione contratto da parte del locatore dopo l'invio di una diffida ad adempiere rimasta inadempiuta. La Corte ha annullato la decisione di merito che aveva ritenuto valida tale rinuncia, evidenziando un contrasto giurisprudenziale e la necessità di una motivazione più approfondita sul tema, rinviando la causa alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Contratto preliminare: la consegna non fa possesso
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a un contratto preliminare di vendita immobiliare. I promissari acquirenti, dopo aver ricevuto l'immobile in anticipo, hanno sostenuto di averne acquisito la proprietà per usucapione. La Corte ha respinto questa tesi, ribadendo un principio fondamentale: la consegna anticipata del bene in un contratto preliminare configura una mera detenzione e non un possesso utile ai fini dell'usucapione, poiché l'acquirente è consapevole che la proprietà non è ancora stata trasferita. Allo stesso tempo, la Corte ha respinto la domanda di risoluzione del contratto del venditore a causa di un vizio formale nella diffida ad adempiere.
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Onorari avvocato PA: la Cassazione decide sul rito
Un avvocato ha citato in giudizio un Comune per ottenere il pagamento dei suoi onorari professionali relativi a un'attività difensiva svolta in un giudizio amministrativo. Le sue richieste sono state respinte sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del legale, stabilendo principi importanti in materia di onorari avvocato PA. La Corte ha chiarito che il rito speciale per la liquidazione delle parcelle si applica solo ai giudizi civili e non a quelli amministrativi. Inoltre, ha ribadito la necessità di un disconoscimento specifico, e non generico, delle copie fotostatiche prodotte in giudizio e ha confermato la validità del contratto di patrocinio con l'ente pubblico.
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Recesso contratto preliminare: vincolo non dichiarato
La Corte di Cassazione conferma la legittimità del recesso dal contratto preliminare da parte del promissario acquirente. La causa è la mancata comunicazione da parte del venditore di un vincolo storico-artistico sull'immobile, un'omissione considerata grave inadempimento, nonostante il venditore avesse garantito l'assenza di oneri. La Corte ha stabilito che tale condotta viola l'obbligo di buona fede e giustifica la richiesta di restituzione del doppio della caparra.
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Clausola Risolutiva Espressa: Quando è inefficace?
Una proprietaria immobiliare si è opposta a un'ingiunzione di pagamento di un'impresa edile, sostenendo la risoluzione del contratto per inadempimento basata su una clausola risolutiva espressa e presunti vizi dell'opera. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che una clausola contrattuale generica, che fa riferimento a un vasto complesso di norme senza specificare obbligazioni precise, è una mera 'clausola di stile' e quindi inefficace ai fini della risoluzione automatica del contratto. La Corte ha inoltre chiarito l'inammissibilità dei ricorsi contro decisioni fondate su più ragioni autonome, qualora non vengano tutte validamente contestate.
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Onorari professionali avvocato: la decisione Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un avvocato che richiedeva il pagamento di onorari professionali a un ente comunale per un'attività svolta in un giudizio amministrativo. La Corte ha confermato le decisioni dei giudici di merito, affrontando quattordici diversi motivi di ricorso. Tra i punti salienti, ha chiarito che la contestazione di documenti in fotocopia deve essere specifica e non generica, ha ribadito che il requisito della forma scritta per i contratti con la P.A. può essere soddisfatto dal rilascio della procura al difensore e ha confermato che le norme sugli interessi di mora del D.Lgs. 231/2002 non si applicano retroattivamente ai contratti stipulati prima dell'8 agosto 2002.
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