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Art. 145 Codice della Strada — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 145 Codice della Strada

Omicidio stradale: la precedenza mancata supera l’alta velocità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio stradale a carico di un'automobilista che, immettendosi in un incrocio, ha omesso di dare la precedenza a una moto, causandone lo scontro fatale. La difesa sosteneva che i motociclisti viaggiassero a velocità eccessiva e che l'uso dell'ABS avesse nascosto le tracce di frenata. Tuttavia, le perizie tecniche hanno dimostrato che, anche a velocità superiori, i veicoli erano visibili da oltre 120 metri. L'imputata ha avviato la manovra senza la dovuta prudenza e diligenza. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando l'automobilista al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Omicidio colposo: assolto se la vittima corre troppo
Un automobilista si immetteva su una strada pubblica poco prima che un motociclista, sbucando da una curva a forte velocità, si scontrasse con il veicolo, perdendo la vita. Accusato di omicidio colposo, l'automobilista veniva infine assolto dalla Corte di appello, che escludeva ogni sua colpa. Il Procuratore generale impugnava l'assoluzione in Cassazione, lamentando un travisamento delle prove testimoniali. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando l'assoluzione del conducente. I giudici hanno stabilito che l'incidente è da attribuire esclusivamente alla condotta anomala e imprevedibile della vittima. La diligenza richiesta a chi si immette nel traffico non può infatti spingersi fino a prevedere comportamenti del tutto eccezionali e imprudenti altrui.
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Causalità della colpa: stop e alta velocità della vittima
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo di un automobilista che, pur essendosi forse fermato allo stop, si era immesso in un incrocio senza accertarsi dell'assenza di altri veicoli, causando la morte di un motociclista. La Corte ha stabilito che la condotta imprudente dell'automobilista è la causa principale dell'incidente, e l'eventuale alta velocità della vittima non è sufficiente a interrompere il nesso di causalità della colpa.
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Ricorso straordinario: quando è inammissibile?
Un automobilista, sanzionato per aver presentato un ricorso inammissibile, tenta la via del ricorso straordinario. La Corte di Cassazione lo dichiara a sua volta inammissibile, chiarendo che tale strumento non può essere usato per contestare una valutazione di merito del giudice (errore valutativo), ma solo per un errore materiale di percezione dei fatti (errore percettivo). La sentenza sottolinea inoltre la necessità della procura speciale per questo tipo di impugnazione.
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