LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1435 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 1435 Codice Civile

Annullamento contratto per violenza morale: la scelta estorta
Un ex convivente ha citato in giudizio la partner chiedendo il rispetto di una scrittura transattiva per la divisione di beni immobili e conti correnti. La donna ha richiesto l'annullamento contratto per violenza morale, sostenendo di aver firmato l'accordo sotto la pressione di minacce e intimidazioni. I giudici di merito avevano respinto la richiesta della donna, ritenendo che la presenza di un familiare al momento della firma o le successive pratiche di vendita escludessero la coazione psicologica. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della donna. I giudici supremi hanno evidenziato la carenza di motivazione delle sentenze precedenti, che avevano ignorato le testimonianze sui comportamenti intimidatori. La Suprema Corte ha così cassato la sentenza, rinviando la causa per una nuova e corretta valutazione della libertà di consenso.
Continua »
Annullamento del contratto per violenza: no a scelte commerciali
Un Gestore di carburanti ha chiesto il risarcimento dei danni e l'annullamento del contratto per violenza morale, sostenendo di essere stato costretto da una Compagnia Petrolifera a firmare un accordo svantaggioso dietro la promessa, poi non mantenuta, di un secondo contratto più redditizio. La Compagnia Petrolifera ha reagito chiedendo il pagamento delle indennità per l'occupazione abusiva dell'impianto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Gestore. I giudici hanno chiarito che il timore interno o la convenienza economica non costituiscono una minaccia grave e ingiusta. Inoltre, per l'occupazione abusiva dei locali dopo la scadenza del contratto, il Gestore deve pagare l'indennità senza necessità di una formale messa in mora. Il Gestore perde la causa e deve pagare le spese legali.
Continua »
Annullamento del contratto per violenza: scelta o minaccia?
Un creditore ha chiesto il pagamento di somme dovute in base a scritture private. I debitori hanno richiesto l'annullamento del contratto per violenza, sostenendo di essere stati costretti a firmare per liberare un'azienda agricola e non perdere una vantaggiosa vendita. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei debitori. I giudici hanno chiarito che il timore interno di perdere un affare o la pressione economica non costituiscono violenza morale. Per ottenere l'annullamento del contratto per violenza è necessaria una minaccia specifica, ingiusta e oggettiva da parte dell'altro contraente o di un terzo, idonea a condizionare una persona sensata. Le semplici valutazioni di convenienza economica non invalidano il consenso.
Continua »
Inammissibilità ricorso cassazione: l’autosufficienza
Una società di servizi si opponeva a un decreto ingiuntivo ottenuto da un fornitore di veicoli industriali per il mancato pagamento di un debito, regolato da due scritture private. Dopo la conferma della decisione in primo e secondo grado, la società ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità ricorso cassazione, sottolineando come i motivi fossero viziati da difetto di autosufficienza: la ricorrente non aveva riportato integralmente i testi degli accordi contestati, impedendo alla Corte di valutare la fondatezza delle censure senza ricorrere ad atti esterni.
Continua »