LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1433 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 1433 Codice Civile

Errore materiale: il giudice può correggere l’importo?
Una società chiedeva un rimborso fiscale, ma il suo avvocato commetteva un errore di battitura, indicando una somma molto inferiore nell'atto di appello. La Corte di Cassazione, affrontando la questione, ha chiarito la distinzione tra un semplice errore materiale e un errore che influenza la volontà. Ha confermato che il giudice di merito ha il potere di interpretare la reale intenzione della parte e correggere l'importo richiesto, concedendo la somma corretta e più elevata. Il ricorso dell'Amministrazione finanziaria contro questa correzione è stato respinto.
Continua »
Buoni postali fruttiferi: prevale il decreto ministeriale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27122/2024, ha stabilito che per i buoni postali fruttiferi i tassi di interesse validi sono quelli determinati dai decreti ministeriali successivi all'emissione, e non quelli originariamente stampati sul titolo. Anche un timbro parziale che modifica le condizioni è sufficiente per applicare la nuova disciplina, escludendo la tutela dell'affidamento del risparmiatore.
Continua »
Buoni postali fruttiferi: vale il timbro, non la stampa
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce la questione dei buoni postali fruttiferi emessi su moduli di serie precedenti. Il caso riguarda un risparmiatore che chiedeva l'applicazione di tassi d'interesse misti, basati in parte sulla vecchia tabella stampata e in parte sul nuovo timbro. La Corte ha stabilito che il timbro indicante la nuova serie (es. 'Q/P') comporta l'applicazione integrale ed esclusiva delle nuove condizioni economiche, sostituendo in toto quelle precedenti, anche se non fisicamente cancellate sul modulo.
Continua »
Buoni postali fruttiferi: tassi e timbri, cosa vale?
La Corte di Cassazione ha stabilito che per i buoni postali fruttiferi emessi dopo il d.m. 13 giugno 1986, anche se su vecchi moduli, prevalgono i tassi di interesse introdotti dalla nuova normativa e indicati tramite apposito timbro. La Corte ha chiarito che il decreto ministeriale opera una sostituzione automatica delle condizioni precedenti, escludendo che la semplice apposizione di un timbro possa creare un accordo negoziale diverso. Pertanto, il ricorso dell'ente emittente è stato accolto, cassando la sentenza d'appello che aveva dato ragione al risparmiatore basandosi sulle condizioni originariamente stampate sul titolo.
Continua »
Errore materiale nel contratto: calcolo del danno
Una società sanitaria acquista un immobile da una società immobiliare, ma a causa di un errore materiale nel contratto, l'atto di vendita include più terreno del previsto. L'acquirente si rifiuta di correggere l'atto. La Corte di Cassazione conferma la responsabilità dell'acquirente per il rifiuto, ma annulla la decisione dei giudici di merito sulla quantificazione del danno. La Corte chiarisce che il danno da perdita di chance non può essere liquidato in via equitativa se la parte danneggiata ha la possibilità di fornire prove concrete dell'opportunità economica persa, rinviando il caso alla Corte d'Appello per un nuovo calcolo.
Continua »