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Art. 142 Codice di Procedura Penale — Sezione Quarta Penale

Altri anni per Art. 142 Codice di Procedura Penale

Guida in stato di ebbrezza: valido l’alcoltest prestampato
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante notturna, ha proposto ricorso in Cassazione contestando la regolarità dell'alcoltest. Il conducente lamentava l'uso di un modulo prestampato per l'avviso del diritto al difensore, l'assenza del nome dell'agente operante nel verbale e la mancata concessione delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'accertamento etilometrico è un atto urgente e indifferibile, la cui validità non viene meno se eseguito con l'ausilio della polizia locale o documentato tramite moduli prestampati. Inoltre, la mancata indicazione del nome dell'agente costituisce una nullità relativa che andava eccepita subito. Infine, la gravità del fatto, caratterizzato da un tasso alcolemico elevatissimo e dalla guida contromano, giustifica il diniego delle attenuanti generiche.
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Spaccio di marijuana e particolare tenuità del fatto: ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino condannato per detenzione di marijuana a fini di spaccio. L'imputato contestava la validità del verbale d'udienza redatto in forma sintetica e chiedeva l'applicazione della particolare tenuità del fatto. I giudici hanno chiarito che la verbalizzazione riassuntiva è legittima e non comporta nullità se non vi è incertezza sulle persone presenti. Inoltre, la Cassazione ha escluso la particolare tenuità del fatto a causa del numero elevato di dosi sequestrate (oltre 360), della presenza di un'agenda con contatti commerciali e del rinvenimento di denaro incompatibile con i redditi del soggetto. L'imputato perde il ricorso e deve pagare le spese processuali.
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Riconoscimento indiziario: la Cassazione conferma condanna
Un soggetto condannato per traffico di stupefacenti ricorre in Cassazione contestando il suo riconoscimento indiziario. La Corte Suprema rigetta il ricorso, affermando che l'identificazione, seppur non diretta, è pienamente valida quando supportata da un quadro probatorio solido e coerente, che include intercettazioni, pedinamenti e precedenti controlli. La sentenza chiarisce anche la validità degli atti di polizia giudiziaria nell'ambito del rito abbreviato.
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