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Art. 1415 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 1415 Codice Civile

Simulazione vendita quote societarie: tutela della moglie
Un marito trasferisce le proprie partecipazioni aziendali ai congiunti poco prima di cambiare il regime patrimoniale coniugale in separazione dei beni. Subito dopo lo scioglimento della comunione legale, i familiari gli ritrasferiscono le medesime quote. La moglie agisce in giudizio per far dichiarare la simulazione vendita quote societarie, sostenendo l'intento di sottrarre tali beni dalla divisione patrimoniale. La Corte di Cassazione conferma la simulazione assoluta degli atti. Il trasferimento era del tutto fittizio, privo di effettivo passaggio di denaro e con un riacquisto immediato. La Suprema Corte stabilisce che il coniuge danneggiato possiede piena legittimazione ad agire per ripristinare la verità patrimoniale.
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Simulazione cessione quote: l’interesse ad agire
Un padre cede la nuda proprietà di quote societarie ai figli, ma l'atto è una donazione dissimulata. La Corte di Cassazione conferma che il padre, quale parte del contratto, ha sempre interesse ad agire per far dichiarare la simulazione e la nullità della donazione per vizio di forma. Il ricorso dei figli, basato sulla presunta carenza di interesse del padre e sull'exceptio doli, viene dichiarato inammissibile. Questa decisione ribadisce il principio che le motivazioni personali non inficiano la legittimazione processuale in un'azione di simulazione cessione quote.
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Azione revocatoria donazione: la prova della simulazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di azione revocatoria promossa da una curatela fallimentare contro gli atti di donazione di immobili posti in essere dall'ex amministratrice della società fallita in favore dei propri familiari. I convenuti sostenevano che le donazioni fossero in realtà vendite simulate. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, per superare la presunzione di gratuità dell'atto e dimostrare la simulazione, è necessaria una prova scritta (controdichiarazione) con data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento, non essendo sufficiente la produzione di assegni o scritture private prive di tale requisito.
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Super-società di fatto: fallimento e requisiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 204/2024, ha annullato la decisione di una Corte d'Appello che negava l'esistenza di una super-società di fatto tra un imprenditore individuale e le società di capitali da lui controllate. La Corte ha stabilito che l'abuso della personalità giuridica e l'ingerenza gestionale non escludono la configurabilità di un rapporto societario occulto, ma vanno analizzati come possibili modalità operative dello stesso. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che valuti correttamente gli elementi costitutivi della società di fatto, come il fondo comune e la condivisione dei risultati economici, anche in presenza di assetti formali simulati.
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Azione di simulazione: l’interesse del creditore
Una curatela fallimentare agiva contro gli ex amministratori per mala gestio e per la simulazione di una vendita immobiliare. La Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso, chiarendo le regole procedurali sull'impugnazione delle sentenze di incompetenza. Nel merito, ha ribadito che il creditore ha pieno interesse a promuovere un'azione di simulazione per far dichiarare fittizio un atto di vendita che pregiudica le sue ragioni, anche se il credito non è ancora stato accertato con sentenza definitiva.
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