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Art. 141 Codice della Strada — Anno 2022

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Altri anni per Art. 141 Codice della Strada

Omicidio colposo stradale: semaforo verde ma condanna confermata
Un automobilista alla guida di un autocarro travolgeva e uccideva un ciclista nei pressi di un incrocio. Nonostante il semaforo verde e l'assenza di sanzioni immediate della polizia, i giudici di merito lo condannavano per omicidio colposo stradale per non aver moderato la velocità vicino all'incrocio (Art. 141 C.d.S.). La Cassazione ha confermato la responsabilità penale del conducente, ribadendo che la precedenza non esclude il dovere di prudenza. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto il ricorso limitatamente al trattamento sanzionatorio: i giudici d'appello non avevano motivato il diniego delle attenuanti generiche a fronte di un concorso di colpa della vittima pari al 50%. La sentenza è stata annullata con rinvio per rideterminare la pena.
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Gara di velocità: la folle sfida stradale costa tre anni
Due automobilisti sono stati condannati a tre anni di reclusione per aver ingaggiato una pericolosa gara di velocità di notte in città, culminata in uno scontro stradale in cui ha perso la vita un terzo conducente e altre persone sono rimaste ferite. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi dei due conducenti, confermando la condanna. I giudici hanno chiarito che la gara di velocità si configura anche senza un accordo preventivo, quando vi è una sfida tacita e reciproca a superarsi che condiziona la guida. Inoltre, il nesso causale tra la competizione e il decesso è pienamente sussistente, poiché le singole violazioni stradali erano strumentali alla gara stessa, svoltasi ad altissima velocità con continui sorpassi.
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