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Art. 1402 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 1402 Codice Civile

Azione revocatoria ordinaria: scontro tra pignoramento e vendite
Un creditore ha promosso un'azione revocatoria ordinaria contro la società debitrice e vari acquirenti per rendere inefficaci alcune compravendite immobiliari. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda, ritenendo incompatibile l'azione revocatoria con un successivo pignoramento presso terzi e ritenendo che un immobile, acquistato tramite dichiarazione di nomina (electio amici), non fosse mai entrato nel patrimonio della debitrice. Il creditore ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando la particolare importanza delle questioni giuridiche sollevate, ha deciso di non decidere in camera di consiglio e ha rinviato la causa alla pubblica udienza per un esame approfondito.
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Contratto per persona da nominare: padre escluso, figlia assente
Un inquilino di un alloggio pubblico stipula un preliminare di acquisto, utilizzando la clausola del contratto per persona da nominare per indicare la figlia come futura proprietaria. Di fronte all'inerzia dell'ente venditore, l'uomo agisce in giudizio per ottenere il trasferimento forzato dell'immobile. I giudici di merito gli negano il diritto di agire, sostenendo che solo la figlia nominata potesse farlo. La Corte di Cassazione ribalta la decisione: la sola dichiarazione di nomina non basta a privare lo stipulante originario della sua legittimazione. È necessaria anche l'accettazione formale della persona nominata (o una procura precedente). In assenza di ciò, il padre mantiene pienamente il diritto di far valere l'accordo in tribunale.
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Azione revocatoria e contratto per persona da nominare
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un'**azione revocatoria** promossa da una procedura fallimentare contro un ex amministratore. Quest'ultimo aveva ceduto immobili ai figli tramite un contratto preliminare per persona da nominare, i quali avevano poi indicato una società terza come acquirente finale. La Suprema Corte ha stabilito che anche un credito contestato (litigioso) legittima l'azione e che la malafede deve essere valutata in capo allo stipulante originario, confermando la responsabilità di tutte le parti coinvolte nella sequenza elusiva.
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Azione Revocatoria: dolo specifico o generico?
Un creditore ha agito con un'azione revocatoria contro la vendita di un immobile, avvenuta prima che il suo credito sorgesse. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, ritenendo sufficiente il 'dolo generico', ovvero la semplice previsione del danno. La Corte di Cassazione, rilevando un forte contrasto giurisprudenziale sulla necessità di un 'dolo specifico' (preordinazione fraudolenta) o 'generico', ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rimettendo la questione alla Prima Presidente per una possibile assegnazione alle Sezioni Unite al fine di dirimere il conflitto.
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Ragione più liquida: limiti e corretta applicazione
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di un acquirente di quote sociali, cassando la sentenza d'appello. La Corte territoriale aveva riformato la decisione di primo grado utilizzando il principio della "ragione più liquida" per decidere la causa su questioni non sollevate dall'appellante. La Cassazione ha ribadito che, sebbene tale principio consenta di derogare all'ordine logico delle questioni, non può mai violare il carattere devolutivo dell'appello, il quale delimita l'ambito del giudizio ai soli motivi di impugnazione proposti dalle parti.
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Azione revocatoria: quando la vendita è valida?
Una società cooperativa in liquidazione ha tentato un'azione revocatoria contro la vendita di un complesso industriale. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la validità dell'operazione. La Corte ha ritenuto non provati gli elementi chiave dell'azione, come il danno ai creditori (eventus damni) e la consapevolezza del terzo, data la complessità e la finalità risanatoria dell'intera operazione.
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