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Art. 1402 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1402 Codice Civile

Contratto per persona da nominare: padre escluso, figlia assente
Un inquilino di un alloggio pubblico stipula un preliminare di acquisto, utilizzando la clausola del contratto per persona da nominare per indicare la figlia come futura proprietaria. Di fronte all'inerzia dell'ente venditore, l'uomo agisce in giudizio per ottenere il trasferimento forzato dell'immobile. I giudici di merito gli negano il diritto di agire, sostenendo che solo la figlia nominata potesse farlo. La Corte di Cassazione ribalta la decisione: la sola dichiarazione di nomina non basta a privare lo stipulante originario della sua legittimazione. È necessaria anche l'accettazione formale della persona nominata (o una procura precedente). In assenza di ciò, il padre mantiene pienamente il diritto di far valere l'accordo in tribunale.
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Azione Revocatoria: dolo specifico o generico?
Un creditore ha agito con un'azione revocatoria contro la vendita di un immobile, avvenuta prima che il suo credito sorgesse. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, ritenendo sufficiente il 'dolo generico', ovvero la semplice previsione del danno. La Corte di Cassazione, rilevando un forte contrasto giurisprudenziale sulla necessità di un 'dolo specifico' (preordinazione fraudolenta) o 'generico', ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rimettendo la questione alla Prima Presidente per una possibile assegnazione alle Sezioni Unite al fine di dirimere il conflitto.
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Electio amici tardiva: il contratto è salvo?
In un caso riguardante un preliminare di vendita di quote sociali, la Cassazione ha deliberato sugli effetti di una electio amici tardiva. La nomina dell'acquirente definitivo, comunicata solo nel corso del giudizio di primo grado e non con l'atto di citazione iniziale, è stata giudicata inefficace. La Corte ha chiarito che tale ritardo costituisce la violazione di un termine di decadenza, con la conseguenza che il contratto consolida i suoi effetti tra le parti originarie, e non può essere considerato una semplice modifica della domanda giudiziale (emendatio libelli).
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Ragione più liquida: limiti e corretta applicazione
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di un acquirente di quote sociali, cassando la sentenza d'appello. La Corte territoriale aveva riformato la decisione di primo grado utilizzando il principio della "ragione più liquida" per decidere la causa su questioni non sollevate dall'appellante. La Cassazione ha ribadito che, sebbene tale principio consenta di derogare all'ordine logico delle questioni, non può mai violare il carattere devolutivo dell'appello, il quale delimita l'ambito del giudizio ai soli motivi di impugnazione proposti dalle parti.
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