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Art. 140 Codice della Strada — Anno 2022

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Altri anni per Art. 140 Codice della Strada

Omicidio colposo stradale: colpa della vittima e condanna
Un automobilista effettuava una manovra vietata di cambio corsia, urtando un motociclista che procedeva a velocità elevata. A seguito dell'impatto, il centauro perdeva la vita. I giudici di merito condannavano il conducente per il reato di omicidio colposo stradale, riconoscendo comunque un concorso di colpa della vittima. L'imputato presentava ricorso in Cassazione eccependo la prescrizione del reato e lamentando una pena eccessiva. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Per questa fattispecie opera il raddoppio del termine massimo di prescrizione fino a quindici anni. Inoltre, i giudici hanno motivato adeguatamente l'entità della pena tenendo conto della gravità dell'evento e della condotta complessiva.
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Obbligo di precedenza: la colpa della moto non salva il camion
Un grave incidente stradale costa la vita a un motociclista, scontratosi con un autoarticolato che effettuava una manovra di immissione occupando l'intera carreggiata. I giudici di merito assolvono il conducente del camion, ritenendo che la vittima viaggiasse a velocità eccessiva e che il camionista non potesse vederla all'inizio della manovra. La Cassazione ribalta questa decisione, accogliendo il ricorso dei familiari della vittima. La Suprema Corte stabilisce che l'obbligo di precedenza e le cautele necessarie non si esauriscono all'inizio della manovra, ma devono essere mantenuti per tutta la sua durata. La colpa della vittima non cancella la responsabilità del conducente se questi non ha controllato costantemente la strada. La sentenza viene annullata con rinvio al giudice civile per rideterminare il risarcimento.
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Lesioni stradali gravi: la fuga alcolica conferma la condanna
Il caso riguarda un automobilista condannato per il reato di lesioni stradali gravi, aggravato dalla fuga. Il conducente, sotto l'effetto dell'alcol, ha investito di notte un pedone che camminava a bordo strada con il proprio cane, causandogli gravi fratture, per poi allontanarsi senza prestare soccorso. La difesa ha sostenuto l'ipotesi di una caduta autonoma della vittima e l'assenza di dolo nella fuga, sostenendo che l'uomo non si fosse accorto dell'impatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna inflitta nei gradi precedenti. I giudici di legittimità hanno rilevato che i motivi di ricorso erano generici e ripetitivi di questioni di fatto già ampiamente esaminate e risolte nei precedenti gradi di giudizio, in presenza di una coerente doppia conforme ricostruzione dei fatti.
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Caso fortuito incidente stradale: condannato l’autista distratto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo e lesioni colpose nei confronti di un autista professionista. L'uomo, alla guida di un'auto con passeggeri, si era distratto perdendo il controllo del mezzo su asfalto bagnato e finendo contro il guardrail, causando la morte di un passeggero e il ferimento di altri due. La difesa invocava il caso fortuito incidente stradale, sostenendo che la velocità fosse entro i limiti. I giudici hanno invece escluso il caso fortuito incidente stradale, stabilendo che la sbandata è derivata da una fatale distrazione e da una manovra correttiva improvvisa. La Cassazione ha ribadito che il conducente deve sempre regolare la velocità in base alle condizioni concrete della strada, dichiarando inammissibile il ricorso dell'autista.
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Omicidio stradale: condannato il camionista alterato alla guida
Il Conducente di un autocarro, viaggiando a velocità eccessiva sotto l'effetto di cannabinoidi durante una notte piovosa, ha tamponato un'autovettura ferma sulla carreggiata per un guasto. L'impatto ha causato la proiezione e la morte di una passeggera, precipitata da un viadotto. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio stradale, dichiarando inammissibile il ricorso del conducente. I giudici hanno chiarito che il principio di affidamento non esclude la responsabilità se la condotta imprudente altrui è prevedibile. Nel caso specifico, una velocità moderata e l'assenza di alterazione psicofisica avrebbero permesso al conducente di evitare l'ostacolo sterzando sulla sinistra, data la presenza di tre corsie di marcia.
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Omicidio colposo: la svolta col trattore costa la condanna
Un tragico incidente stradale ha causato la morte di un motociclista, scontratosi con un trattore che svoltava a sinistra. Il Conducente del trattore è stato condannato per il reato di Omicidio colposo stradale. La difesa ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando l'errata indicazione delle norme del Codice della Strada nell'imputazione e contestando la ricostruzione della visibilità del mezzo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'errata indicazione degli articoli di legge non annulla l'accusa se il fatto è descritto chiaramente. Inoltre, la Cassazione non può rivalutare i fatti già accertati nei precedenti gradi di giudizio se la motivazione è logica e coerente. Il Conducente del trattore perde la causa e la condanna a otto mesi di reclusione viene confermata definitivamente.
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