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Art. 1391 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 1391 Codice Civile

Azione revocatoria: vince il creditore, conta chi accetta la nomina
Un creditore ha agito in giudizio per rendere inefficace la vendita di un immobile effettuata dal suo debitore. La particolarità del caso risiede nel fatto che la vendita finale è avvenuta a favore di una società, nominata acquirente in un secondo momento rispetto alla stipula del contratto preliminare. La società acquirente sosteneva che la consapevolezza del danno ai creditori andasse verificata in capo ai primi firmatari del preliminare. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, chiarendo un principio fondamentale per l'azione revocatoria contratto per persona da nominare: l'elemento soggettivo da valutare è la consapevolezza del terzo nominato al momento in cui accetta la nomina. Di conseguenza, la società creditrice ha vinto la causa.
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Azione revocatoria ordinaria e litisconsorzio
La Corte di Cassazione conferma che nell'azione revocatoria ordinaria su un bene in leasing l'utilizzatore non è litisconsorte necessario. La sentenza valida l'inefficacia dell'atto se sussistono pregiudizio e consapevolezza del danno.
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Azione revocatoria: quando la vendita è valida?
Una società cooperativa in liquidazione ha tentato un'azione revocatoria contro la vendita di un complesso industriale. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la validità dell'operazione. La Corte ha ritenuto non provati gli elementi chiave dell'azione, come il danno ai creditori (eventus damni) e la consapevolezza del terzo, data la complessità e la finalità risanatoria dell'intera operazione.
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Credito litigioso: l’azione revocatoria è valida?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha affrontato il caso di un'azione revocatoria promossa da una società creditrice per far dichiarare inefficace la vendita di due immobili effettuata dalla società debitrice. Il punto centrale della controversia era la validità di tale azione a fronte di un credito litigioso, ovvero un credito la cui esistenza era ancora oggetto di accertamento in un separato giudizio. La Corte ha rigettato i ricorsi, confermando l'orientamento consolidato secondo cui l'azione revocatoria è uno strumento di tutela ammissibile anche per crediti non ancora certi, liquidi ed esigibili, equiparando la posizione del titolare di un credito litigioso a quella del titolare di un credito sottoposto a condizione.
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Azione revocatoria preliminare: quando si valuta?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17480/2025, si è pronunciata su un caso di azione revocatoria preliminare. Ha ribadito il principio secondo cui, in caso di vendita immobiliare preceduta da un contratto preliminare, il danno per il creditore (eventus damni) va valutato al momento del contratto definitivo. Invece, lo stato soggettivo del terzo acquirente (scientia damni) va accertato con riferimento alla data di stipula del preliminare. La Corte ha inoltre precisato che, nel caso di contratto per persona da nominare, il "terzo" rilevante ai fini della valutazione è la persona nominata, e la sua consapevolezza va verificata al momento dell'accettazione della nomina, applicando le regole sulla rappresentanza.
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