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Art. 1384 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 1384 Codice Civile

Agevolazioni fiscali finanziamenti: quando il recesso costa caro
L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'applicazione delle agevolazioni fiscali finanziamenti a medio e lungo termine a un istituto di credito. Il contratto di apertura di credito conteneva infatti clausole di risoluzione e recesso che, secondo il fisco, potevano configurare un recesso libero (ad nutum), escludendo la durata minima di diciotto mesi richiesta dalla legge. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fisco, stabilendo che le agevolazioni fiscali finanziamenti spettano se il recesso anticipato è legato a una giusta causa o a inadempimenti oggettivi. Al contrario, se la banca può recedere liberamente senza preavviso, il beneficio decade poiché viene meno la certezza della durata del rapporto. La causa torna ora ai giudici di merito per analizzare nel dettaglio il contratto.
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Usura nei contratti di mutuo: la banca vince, i clienti perdono
I Mutuatari e il Terzo Garante hanno contestato due contratti di finanziamento stipulati con un istituto di credito, chiedendone la nullità per indeterminatezza dei tassi e per usura nei contratti di mutuo. Hanno inoltre richiesto la risoluzione per eccessiva onerosità a causa della variazione del tasso di cambio Lira-Ecu. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto le richieste, escludendo il superamento del tasso soglia e rilevando la mancanza di prove sulla straordinarietà dell'evento economico. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso interamente inammissibile. I giudici hanno evidenziato che i ricorrenti non hanno rispettato il principio di autosufficienza, omettendo di allegare i documenti necessari, e hanno tentato di ridiscutere valutazioni di fatto già decise nei gradi precedenti. Di conseguenza, i clienti della banca hanno perso la causa e sono stati condannati a pagare le spese legali.
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Clausola penale: limiti alla riduzione giudiziale
Una società di noleggio ha citato in giudizio una cooperativa agricola per l'interruzione anticipata di un contratto di locazione di carrelli elevatori. La società richiedeva il pagamento della clausola penale pattuita. Mentre il Tribunale accoglieva la domanda, la Corte d'Appello riduceva drasticamente l'importo della penale, ipotizzando un facile ricollocamento dei beni sul mercato senza prove concrete. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, rilevando che la riduzione della clausola penale era priva di una motivazione logica e non teneva conto del meccanismo di riduzione già previsto nel contratto.
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