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Art. 1365 Codice Civile — Sezione Terza Civile

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Altri anni per Art. 1365 Codice Civile

Clausola di solidarietà eredi: è valida in garanzia?
La Corte di Cassazione esamina la validità di una clausola di solidarietà eredi inserita in un contratto di garanzia. Un'erede si era opposta alla richiesta di pagamento integrale del debito, sostenendo la nullità della clausola che derogava al principio di divisione del debito ereditario. La Corte d'Appello aveva ritenuto la clausola legittima. Data l'importanza della questione, che contrappone autonomia contrattuale e norme imperative in materia di successioni (come il divieto di patti successori), la Suprema Corte ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione nomofilattica, senza ancora pronunciarsi nel merito.
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Compenso del mandatario: quando è dovuto?
La Corte di Cassazione chiarisce che il compenso del mandatario non è dovuto se il contratto lo vincola espressamente al conseguimento di un risultato che, invece, viene raggiunto direttamente dal mandante. Anche se il mandatario ha svolto attività preparatoria, la specifica clausola contrattuale prevale, escludendo il diritto alla provvigione qualora il successo dell'operazione non sia direttamente imputabile al suo operato.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da una compagnia assicurativa contro un ente regionale. L'appello, relativo all'interpretazione di una polizza fideiussoria, è stato respinto per la sua genericità e per la violazione del principio di autosufficienza, in quanto non riportava i contenuti essenziali degli atti su cui si fondava.
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Success Fee: quando spetta la commissione al consulente?
Un consulente finanziario introduce un investitore a un'azienda cliente. L'investitore inizialmente rifiuta, ma in seguito conclude un accordo con l'azienda tramite altri intermediari. La Corte di Cassazione ha negato il diritto del consulente alla success fee, stabilendo che la semplice presentazione non è sufficiente. Per maturare la commissione, è necessario che il consulente abbia dato avvio a trattative concrete, creando un nesso di causalità diretto con l'operazione finale, nesso che in questo caso si era interrotto.
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Inammissibilità ricorso cassazione: l’autosufficienza
Una società di servizi si opponeva a un decreto ingiuntivo ottenuto da un fornitore di veicoli industriali per il mancato pagamento di un debito, regolato da due scritture private. Dopo la conferma della decisione in primo e secondo grado, la società ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità ricorso cassazione, sottolineando come i motivi fossero viziati da difetto di autosufficienza: la ricorrente non aveva riportato integralmente i testi degli accordi contestati, impedendo alla Corte di valutare la fondatezza delle censure senza ricorrere ad atti esterni.
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Eccezione in senso stretto: la polizza non paga?
Una società produttrice chiede alla propria assicurazione il rimborso per costi di bonifica ambientale. L'assicurazione nega la copertura invocando una clausola di esclusione, ma solleva l'eccezione tardivamente. La Corte di Cassazione stabilisce che tale obiezione costituisce un'eccezione in senso stretto, soggetta a precisi termini procedurali. Essendo stata sollevata fuori termine, l'eccezione è inammissibile e la Corte d'Appello dovrà riesaminare il caso.
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Compenso del professionista: quando è dovuto?
Un professionista viene incaricato da una cooperativa di stimare i danni di un incendio per un indennizzo assicurativo. Il suo compenso è fissato al 5% dell'indennizzo corrisposto. L'assicurazione paga l'indennizzo direttamente al proprietario dell'immobile, non alla cooperativa. La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso del professionista è comunque dovuto, chiarendo che la clausola contrattuale serviva solo a quantificare l'onorario e non a subordinarne il pagamento all'effettiva ricezione della somma da parte del cliente.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
Un progettista, condannato a risarcire i danni per vizi costruttivi, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha respinto la maggior parte dei motivi, ma ha accolto quello relativo alla motivazione apparente della sentenza di secondo grado. I giudici d'appello non avevano spiegato adeguatamente come avessero calcolato i danni, omettendo di considerare i costi che i committenti avrebbero comunque dovuto sostenere. Per questo vizio di motivazione, la sentenza è stata annullata con rinvio.
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Mandato senza rappresentanza: la responsabilità dell’agente
Una banca ha incaricato una società di servizi per il trasporto valori. Il contratto, qualificabile come mandato senza rappresentanza per alcune aree, prevedeva la piena responsabilità della società per l'operato dei terzi incaricati. A seguito dell'appropriazione di una cospicua somma da parte di un terzo, la Cassazione ha confermato la condanna della società, stabilendo che la clausola di responsabilità non è una garanzia e non richiede un importo massimo, ma è una valida deroga alla regola generale del mandato senza rappresentanza.
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