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Art. 1365 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Art. 1365 Codice Civile

Licenziamento oggettivo: la Cassazione fa chiarezza
Una dirigente licenziata a seguito di una riorganizzazione aziendale fallita ha impugnato il provvedimento. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento oggettivo, chiarendo che è sufficiente la prova di effettive ragioni economiche e organizzative che hanno portato alla soppressione del posto. La Corte ha inoltre ribadito che il motivo ritorsivo deve essere l'unica e determinante causa del recesso e ha dichiarato inammissibile la domanda relativa all'indennità per vizi procedurali nel ricorso.
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Monetizzazione ferie non godute: onere della prova
Un dirigente medico si vede negare la monetizzazione delle ferie non godute al momento della pensione. La Corte di Cassazione ribalta la decisione dei giudici di merito, stabilendo che spetta al datore di lavoro, e non al lavoratore, l'onere di provare di averlo messo nelle condizioni di fruire del riposo. La sentenza sottolinea l'importanza dell'invito formale e della verifica che le esigenze di servizio non impediscano il godimento delle ferie, riaffermando il diritto al riposo come fondamentale.
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Inquadramento superiore: come si calcola la retribuzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che per un illecito inquadramento in una categoria inferiore, il calcolo delle differenze retributive spettanti al lavoratore deve basarsi sul confronto tra i trattamenti economici iniziali delle due categorie, senza detrarre le progressioni economiche o l'anzianità maturate dal dipendente. Questa decisione tutela il diritto a una retribuzione equa per le mansioni effettivamente svolte.
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Rimborso spese legali: quando spetta al dipendente?
Con la sentenza n. 34457 del 24/12/2019, la Cassazione Civile, Sez. Lavoro, ha stabilito che il rimborso delle spese legali al dipendente, processato per fatti connessi al servizio, è subordinato alla preventiva assenza di un conflitto di interessi con l'azienda. L'assoluzione nel giudizio penale non è di per sé sufficiente a garantire il rimborso se sussiste un conflitto, come nel caso di reati contestati ai danni dello stesso datore di lavoro. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva concesso il rimborso, ribadendo che l'assenza di conflitto è un presupposto imprescindibile previsto dalla contrattazione collettiva.
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