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Art. 1364 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 1364 Codice Civile

Inadempimento contrattuale vigilanza: furti subiti e risarcimento
Un istituto di vigilanza privata impugna la sentenza che lo condanna a risarcire i danni subiti da una società cliente a causa di ripetuti furti notturni. La società contestava l'interpretazione del contratto, sostenendo di non essere tenuta a un controllo continuo ma soltanto a un numero limitato di passaggi. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici confermano l'inadempimento contrattuale vigilanza poiché la vigilanza è stata svolta con superficialità: le guardie accedevano all'interno dei fabbricati solo in presenza di segni evidenti di scasso, invece di eseguire le ispezioni interne concordate. Inoltre, diversi episodi criminosi non erano stati né denunciati né segnalati dall'istituto. La Suprema Corte ribadisce che la valutazione delle prove spetta ai giudici di merito e rigetta le doglianze della società di vigilanza.
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Quietanza Liberatoria: ‘Nulla a pretendere’ non estingue ogni debito
Una lite ereditaria tra sorelle si conclude con una condanna al pagamento. La creditrice, ricevuto il pagamento, rilascia una quietanza liberatoria con la formula generica 'non ho più nulla a pretendere'. Successivamente, chiede alla sorella il rimborso della sua quota di imposta di registro sulla sentenza. La debitrice si oppone, ritenendo che la quietanza coprisse ogni debito. La Cassazione dà ragione alla creditrice: una quietanza liberatoria, anche se formulata in termini generali, estingue solo i debiti specificamente oggetto dell'accordo e non si estende automaticamente ad altre obbligazioni accessorie, come l'imposta di registro, se non espressamente menzionate. La Corte stabilisce che le parole, per quanto ampie, non possono andare oltre l'intenzione delle parti.
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