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Art. 136 Costituzione — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 136 Costituzione

Robin Hood Tax: La retroattività sentenza incostituzionalità non è sempre piena
Una società ha chiesto il rimborso di un'imposta ("Robin Hood Tax") pagata tra il 2011 e il 2014, dopo che la Corte Costituzionale l'aveva dichiarata incostituzionale con sentenza n. 10/2015. Tuttavia, la Corte Costituzionale aveva limitato la retroattività della sua decisione, stabilendo che gli effetti decorressero solo dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza, per salvaguardare l'equilibrio del bilancio statale. La Corte di Cassazione ha confermato questa limitazione, rigettando il ricorso della società. Ha ribadito che la "Retroattività sentenza incostituzionalità" può essere modulata per proteggere altri principi costituzionali, negando il diritto al rimborso per i periodi precedenti la pubblicazione della sentenza.
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Rimborso Robin Hood tax 2014: Cassazione nega la retroattività
Un'Azienda ha chiesto il Rimborso Robin Hood tax versata per l'anno 2014, dopo che la Corte Costituzionale aveva dichiarato l'illegittimità di tale imposta con la sentenza n. 10/2015. L'Agenzia delle Entrate si è opposta al rimborso per il 2014, sostenendo che l'incostituzionalità aveva effetti solo dal 12 febbraio 2015, data di deposito della sentenza. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia. Ha stabilito che le sentenze di illegittimità differita della Corte Costituzionale non hanno effetto retroattivo per i periodi precedenti la loro pubblicazione. Pertanto, il pagamento del tributo per il 2014 era legittimo e non rimborsabile.
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Rimborso addizionale IRES: no agli effetti retroattivi
Una società del settore energetico ha richiesto il rimborso addizionale IRES versata per l'anno 2008 a seguito della sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la relativa norma. L'amministrazione finanziaria non ha risposto e l'azienda ha impugnato il silenzio-rifiuto. I giudici di merito hanno respinto la domanda perché la Consulta ha limitato gli effetti della propria decisione a partire dal giorno successivo alla pubblicazione nel 2015. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'azienda. I giudici di legittimità hanno confermato che quando la Consulta limita temporaneamente l'efficacia di una pronuncia, l'illegittimità non ha valore retroattivo, neppure per i giudizi ancora in corso. La società non ha diritto al rimborso e deve pagare le spese di lite.
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Rimborso Robin Tax: la Cassazione nega la restituzione
Una società del settore energetico ha richiesto il Rimborso Robin Tax, un'addizionale IRES dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale con la sentenza numero 10 del 2015. L'Amministrazione Finanziaria ha rifiutato il rimborso e la Corte di Cassazione ha confermato tale decisione. I giudici hanno chiarito che la dichiarazione di incostituzionalità della tassa non ha effetto retroattivo. La Corte Costituzionale ha infatti stabilito che gli effetti della sua decisione decorrono solo dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza. Di conseguenza, i pagamenti effettuati in precedenza non possono essere rimborsati, neppure se vi sono giudizi ancora in corso. La richiesta di rimborso è stata quindi definitivamente respinta.
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Robin Tax: perché la tassa incostituzionale non viene rimborsata
Una società del settore energetico ha chiesto il rimborso dell'addizionale IRES, nota come Robin Tax, versata negli anni precedenti. La richiesta si basava sulla sentenza della Corte Costituzionale n. 10/2015, che aveva dichiarato illegittima tale tassa. Tuttavia, l'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso e la Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. I giudici hanno chiarito che la dichiarazione di incostituzionalità della Robin Tax non ha valore retroattivo. La Corte Costituzionale ha infatti stabilito che gli effetti della sua decisione decorrono solo dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza. Di conseguenza, le somme versate in precedenza non possono essere restituite, anche se relative a procedimenti ancora in corso. La Cassazione ha quindi rigettato il ricorso della società, condannandola al pagamento delle spese di giudizio.
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Robin Tax illegittima ma i rimborsi restano bloccati
Una società del settore energetico ha richiesto il rimborso dell'addizionale IRES, nota come Robin Tax, versata negli anni precedenti. La richiesta si basava sulla sentenza della Corte Costituzionale numero 10 del 2015, che aveva dichiarato illegittima tale imposta. Tuttavia, l'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando che la dichiarazione di incostituzionalità della Robin Tax non ha efficacia retroattiva. La Corte Costituzionale ha infatti espressamente stabilito che gli effetti della propria decisione decorrono solo dal giorno successivo alla sua pubblicazione. Di conseguenza, i pagamenti effettuati prima di tale data restano validi e non possono essere rimborsati, anche se relativi a procedimenti ancora in corso al momento della sentenza.
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Rimborso Robin Tax: perché la Cassazione ha detto no
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società energetica che chiedeva il rimborso Robin Tax (l'addizionale IRES sulle imprese energetiche). La tassa era stata dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale nel 2015. Tuttavia, la Consulta aveva stabilito che gli effetti della decisione non fossero retroattivi, applicandosi solo per il futuro. I giudici di legittimità hanno confermato che l'incostituzionalità non ha effetto retroattivo nemmeno per i giudizi ancora in corso al momento della sentenza. Di conseguenza, la richiesta di rimborso della società è stata definitivamente respinta, con la condanna al pagamento delle spese di giudizio.
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Robin Hood Tax: il Fisco vince sul rimborso negato alla società
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riconosceva a una società energetica il rimborso della cosiddetta Robin Hood Tax, ovvero l'addizionale Ires versata nel giugno 2015 per l'anno di imposta 2014. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che la dichiarazione di incostituzionalità della tassa non ha effetto retroattivo. Poiché la Corte Costituzionale ha sancito un'illegittimità differita a partire dal 12 febbraio 2015, l'imposta relativa al 2014 resta interamente dovuta, anche se il pagamento materiale è avvenuto successivamente. Di conseguenza, la richiesta di rimborso della società è stata definitivamente respinta.
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Obbligo Gestione Separata: Contributi Sì, Sanzioni No per l’Avvocato
Una professionista, avvocato, non era iscritta alla sua Cassa di categoria per l'anno 2009 a causa di un reddito inferiore alla soglia minima. L'Ente Previdenziale le ha quindi richiesto i contributi per la Gestione Separata, aggiungendo anche le sanzioni per il mancato versamento. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo iscrizione Gestione Separata e il conseguente pagamento dei contributi. Tuttavia, ha annullato completamente le sanzioni civili. La decisione si basa su una precedente sentenza della Corte Costituzionale che ha ritenuto illegittime le sanzioni per i periodi precedenti a una legge chiarificatrice del 2011, a causa dell'incertezza normativa esistente all'epoca. La professionista vince quindi parzialmente: deve versare i contributi ma non le sanzioni.
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