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Art. 1355 Codice Civile — Sezione Sesta Penale

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Crediti e Codice antimafia: senza data certa si perde tutto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due soggetti privati e dal loro legale contro il rigetto dell'insinuazione al passivo dei loro crediti verso una società confiscata. La Corte ha chiarito che, in base al Codice antimafia, i crediti vantati verso soggetti sottoposti a sequestro devono essere supportati da documenti aventi data certa anteriore al sequestro stesso, per evitare frodi. Inoltre, il ricorso personale del legale è stato ritenuto inammissibile poiché, nel rito penale applicabile alle misure di prevenzione, è obbligatorio il patrocinio di un difensore abilitato al patrocinio dinanzi alla Cassazione, non potendo il professionista difendersi da solo. Di conseguenza, i creditori perdono definitivamente la possibilità di recuperare le somme richieste e sono condannati al pagamento delle spese processuali.
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Assegno di mantenimento: impugnabile se condizionato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32351/2024, ha stabilito un importante principio in materia di misure cautelari. In un caso di maltrattamenti, il giudice aveva imposto un assegno di mantenimento a favore della vittima, ma ne aveva condizionato il pagamento alla ripresa dell'attività lavorativa da parte dell'indagato. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, affermando che una condizione 'meramente potestativa', cioè rimessa alla sola volontà dell'obbligato, è nulla perché vanifica la funzione di tutela della misura. Viene inoltre chiarito che anche le modalità esecutive di una misura cautelare, come i termini di pagamento, sono pienamente impugnabili se ne compromettono l'efficacia.
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