La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che aveva sostituito una pena detentiva con una pena pecuniaria, fissando una quota giornaliera elevata senza alcuna motivazione. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice, nel determinare il valore della quota, ha l'obbligo di valutare e motivare specificamente sulle "complessive condizioni economiche, patrimoniali e di vita dell'imputato e del suo nucleo familiare", come richiesto dall'art. 56-quater della L. 689/1981.
Continua »