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Art. 134 Costituzione — Anno 2024

Altri anni per Art. 134 Costituzione

Legge incostituzionale: nullità dei contratti di lavoro
La Cassazione conferma la nullità dei contratti di lavoro basati su una legge incostituzionale. Dei dipendenti pubblici, inquadrati come dirigenti grazie a una norma regionale poi annullata dalla Corte Costituzionale, hanno perso il ricorso. La sentenza stabilisce che la dichiarazione di incostituzionalità ha effetto retroattivo, invalidando i contratti ab origine, senza che i rapporti di lavoro possano considerarsi 'consolidati'.
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Mansioni superiori sanità: onere della prova
Una dirigente medica ha richiesto differenze retributive per mansioni superiori sanità, sostenendo di aver diretto una struttura complessa. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la decisione d'appello. La Corte ha sottolineato che la lavoratrice non ha fornito la prova concreta delle mansioni svolte, un onere indispensabile per superare la classificazione formale dell'ente.
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Nullità fideiussione ente pubblico: la Cassazione
Un gruppo di società in amministrazione straordinaria ha impugnato la decisione della Corte d'Appello che confermava la nullità di una fideiussione di 12 milioni di euro emessa da una Regione a garanzia di un investimento privato. Le corti inferiori hanno ritenuto l'atto nullo in quanto non perseguiva un interesse pubblico e costituiva un indebitamento vietato. La questione centrale del ricorso riguarda il presunto potere del giudice ordinario di disapplicare una legge regionale ritenuta incostituzionale. Con ordinanza interlocutoria, la Corte di Cassazione ha rilevato la competenza della Prima Sezione Civile e ha disposto la trasmissione del ricorso a quest'ultima per la decisione.
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Pensione di anzianità: no con lavoro intermittente
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto di lavoro intermittente, anche durante i periodi di non attività, costituisce un rapporto di lavoro subordinato. Tale condizione impedisce l'accesso alla pensione di anzianità, che richiede la totale cessazione dell'attività lavorativa. Di conseguenza, la Corte ha confermato la revoca della pensione precedentemente concessa a un lavoratore e ha ritenuto legittima la richiesta di restituzione delle somme indebitamente percepite, data l'omessa dichiarazione del rapporto di lavoro da parte dell'interessato.
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Sanzione gioco online: la Cassazione dubita della legge
Il titolare di un'edicola è stato multato con 20.000 euro per aver messo a disposizione dei PC che potevano accedere a siti di scommesse. La Corte di Cassazione, analizzando il caso, ha sollevato dubbi sulla costituzionalità della legge che impone questa rigida sanzione gioco online. Di conseguenza, ha sospeso il procedimento e ha deferito la questione alla Corte Costituzionale per una decisione definitiva sulla vaghezza e proporzionalità della normativa.
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Sanzione internet point: la Cassazione dubita della legge
Un esercente di una sala giochi è stato sanzionato con una multa di 20.000 euro per aver messo a disposizione dei clienti un internet point che consentiva l'accesso a siti di gioco online. La Corte di Cassazione, investita del caso, ha sollevato una questione di legittimità costituzionale riguardo alla normativa applicata. I giudici dubitano che la legge sia sufficientemente determinata e che la sanzione internet point, essendo fissa e non graduabile, violi il principio di proporzionalità. Pertanto, il giudizio è stato sospeso e gli atti sono stati trasmessi alla Corte Costituzionale per una decisione.
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Confisca Iva importazione: dubbi di costituzionalità
Un contribuente importa un'opera d'arte dalla Svizzera omettendo il versamento dell'IVA. La Cassazione, a Sezioni Unite, non decide sul merito della confisca del bene ma sospende il giudizio, sollevando una questione di legittimità costituzionale. Il dubbio riguarda la proporzionalità della confisca per Iva all'importazione, ritenuta una sanzione eccessiva rispetto ad altre violazioni IVA. La decisione finale spetta ora alla Corte Costituzionale.
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Compenso incentivante: limiti temporali e esclusioni
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso incentivante previsto dalla Legge 109/1994 non è dovuto per progetti la cui approvazione è anteriore ai limiti temporali fissati dalla disciplina transitoria (D.L. 101/1995). La Corte ha inoltre escluso il diritto all'incentivo per opere realizzate tramite "concessione di committenza", poiché la ratio della norma è premiare l'uso di risorse interne all'amministrazione, non l'affidamento a terzi. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva riconosciuto il compenso, è stata cassata con rinvio.
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Rimborso sisma: negato a non residenti, dice la Cassazione
Un contribuente ha richiesto un rimborso sisma per le imposte versate tra il 1990 e il 1992, in relazione al terremoto in Sicilia del 1990. Sebbene non fosse residente in uno dei comuni designati dal decreto, vi lavorava come dipendente. La Corte di Cassazione ha ribaltato le decisioni dei gradi inferiori, stabilendo che il requisito della residenza è imprescindibile per accedere al beneficio. Ha inoltre chiarito che l'agevolazione per i non residenti è limitata a chi svolge un'attività d'impresa in proprio, escludendo i lavoratori dipendenti. La richiesta di rimborso è stata quindi definitivamente respinta.
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Rimborso sisma Sicilia: residenza è requisito chiave
Un contribuente ha richiesto un rimborso fiscale per il terremoto del 1990 in Sicilia. Nonostante le decisioni favorevoli nei primi gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha negato il diritto. La motivazione centrale è la mancanza del requisito essenziale della residenza in uno dei comuni colpiti al momento del sisma. La Corte ha stabilito che tale requisito è un elemento costitutivo del diritto e la sua assenza può essere rilevata dall'Amministrazione finanziaria in qualsiasi fase del processo, ribaltando così la sentenza precedente che aveva considerato l'eccezione come tardiva.
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Pensione inabilità: negata se non si è in servizio
La Corte di Cassazione ha negato la pensione inabilità a un professionista che, sebbene iscritto alla cassa previdenziale, non esercitava più l'attività da molti anni a causa di procedimenti giudiziari. La Corte ha stabilito che il diritto alla pensione sorge solo se l'inabilità è la causa diretta dell'interruzione di un'attività lavorativa in corso, non se interviene quando il professionista è già impossibilitato a lavorare per altri motivi.
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Atti amministrativi vincolati: quando non sono annullabili
Una Regione a statuto speciale revoca concessioni idriche a una società energetica tramite delibere basate su una legge regionale. La società impugna gli atti per mancata partecipazione al procedimento. La Corte di Cassazione, riformando la decisione precedente, stabilisce che non si possono annullare atti amministrativi vincolati per vizi procedurali se il loro contenuto non sarebbe potuto essere diverso. La sentenza sottolinea l'irrilevanza del vizio formale quando la decisione dell'amministrazione è interamente predeterminata dalla legge.
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Legittimazione passiva: chi paga dopo il trasferimento?
Un gruppo di dipendenti, trasferiti da una Provincia a una Regione, ha citato in giudizio l'ente originario per ottenere il pagamento di incentivi passati. La Corte di Cassazione ha confermato il difetto di legittimazione passiva della Provincia, stabilendo che, a seguito del trasferimento di funzioni, l'ente ricevente succede in tutti i rapporti giuridici, comprese le controversie pendenti. Una legge regionale che tentava di derogare a questo principio è stata considerata parzialmente incostituzionale, e il debito, essendo oggetto di contenzioso, è stato ritenuto trasferito insieme alle funzioni.
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