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Art. 134 Codice di Procedura Penale — Anno 2026

Altri anni per Art. 134 Codice di Procedura Penale

Ricorso generico in Cassazione: pena confermata e multa di 3000€
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile per genericità dei motivi. L'imputato aveva impugnato la sentenza di condanna, lamentando una valutazione della pena troppo severa, in particolare per il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e la mancata esclusione della recidiva. I giudici supremi hanno stabilito che le argomentazioni erano puramente polemiche e non evidenziavano reali vizi di legge nella decisione della Corte d'Appello, la quale era invece correttamente motivata. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e di una multa.
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Rapina aggravata: prove video e diritti difesa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per rapina aggravata a carico di un imputato, rigettando le eccezioni relative alla mancata trascrizione dell'interrogatorio e alla valutazione delle prove video. La Corte ha stabilito che l'omessa trascrizione delle registrazioni audiovisive non comporta nullità se non espressamente previsto dalla legge. Per il coimputato, deceduto durante il procedimento, è stata dichiarata l'estinzione del reato. La decisione ribadisce l'insindacabilità in sede di legittimità delle valutazioni di merito supportate da motivazione logica.
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Verbale di esecuzione del sequestro: quando è nullo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società che lamentava la nullità del verbale di esecuzione del sequestro di un'autovettura. La Corte ha stabilito che la richiesta di riesame è un rimedio esperibile solo contro il decreto di sequestro emesso dal giudice, e non contro i successivi atti della fase esecutiva, come il verbale. Per contestare tali atti, esistono altri strumenti processuali, come la richiesta di revoca.
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Estorsione aggravata metodo mafioso: la Cassazione
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato per estorsione aggravata metodo mafioso, confermando la custodia cautelare. La Corte ha stabilito che la mancata registrazione delle dichiarazioni della vittima non le rende inutilizzabili e che la sua iniziale reticenza non la qualifica come indagata. Le richieste di 'pizzo' in coincidenza con le festività sono state ritenute prova del metodo mafioso.
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