Un'automobilista, guidando di notte a velocità eccessiva su una strada extraurbana non illuminata, investiva e uccideva una persona presente sulla carreggiata a seguito di una caduta da un motociclo. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della sanzione più grave, la revoca patente per omicidio stradale, applicata dal giudice di merito. La Suprema Corte ha stabilito che la scelta di revocare la patente, invece della più mite sospensione, è giustificata quando la condotta di guida è caratterizzata da una grave imprudenza e da plurime violazioni di norme stradali fondamentali, come in questo caso.
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