Alcuni soggetti hanno raccolto due quintali e mezzo di olive da un fondo agricolo altrui, spezzando i rami degli alberi e riempiendo due sacchi. All'arrivo delle forze dell'ordine e del proprietario, gli autori hanno abbandonato la refurtiva sul posto e sono fuggiti. Nei ricorsi, i responsabili hanno invocato la qualificazione di tentato furto anziché furto consumato, hanno contestato l'aggravante della violenza sulle cose e hanno richiesto le attenuanti generiche per indigenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. I giudici hanno chiarito che il furto consumato sussiste anche se l'impossessamento dura pochissimo tempo prima dell'abbandono forzato. La rottura dei rami integra pienamente la violenza sulle cose. I ricorrenti subiscono la conferma definitiva della condanna.
Continua »