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Art. 1316 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 1316 Codice Civile

Danno comune, azione individuale: no all’effetto interruttivo
La Corte di Cassazione affronta il caso di più comproprietari danneggiati da un errore di progettazione. Uno di loro avvia una causa per il risarcimento, ma gli altri no. La Corte stabilisce un principio fondamentale: l'azione legale di un singolo comproprietario non produce un effetto interruttivo della prescrizione per gli altri. Il diritto al risarcimento del danno è un credito divisibile e non opera la 'solidarietà attiva' tra i creditori, salvo casi eccezionali. Di conseguenza, ogni comproprietario deve agire individualmente per tutelare il proprio diritto prima che scada il termine di prescrizione, altrimenti lo perde.
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Obbligazione solidale affitto: chi paga se uno va via?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in un contratto di locazione con più inquilini, se l'obbligazione è solidale e un conduttore recede, quello che rimane è tenuto a versare l'intero canone. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva ridotto l'obbligo del conduttore rimasto, chiarendo che il principio dell'obbligazione solidale affitto prevale sulla circostanza che una stanza sia rimasta inutilizzata.
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Danno da infiltrazioni: il proprietario è responsabile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del proprietario di un appartamento per un danno da infiltrazioni causato all'unità immobiliare sottostante. La Corte ha stabilito che la responsabilità del proprietario, in qualità di custode ai sensi dell'art. 2051 c.c., sussiste indipendentemente dal fatto che l'immobile fosse disabitato. Inoltre, è stato chiarito che il diritto al risarcimento per il danneggiato non viene meno neanche se il suo locale è stato oggetto di un mutamento di destinazione d'uso non autorizzato, poiché il danno alla struttura fisica del bene costituisce comunque un 'danno ingiusto'.
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Obbligazione indivisibile e risarcimento del danno
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del risarcimento del danno in caso di obbligazione indivisibile. Con l'ordinanza n. 24317/2025, è stato stabilito che l'obbligazione di pagare una somma di denaro a titolo di risarcimento è per sua natura divisibile. Pertanto, un proprietario danneggiato non può chiedere il risarcimento per i danni subiti da proprietà di terzi, anche se la causa del danno è la stessa e la riparazione richiederebbe un intervento unitario. Il caso riguardava danni a più immobili causati da un tombino difettoso. La Corte ha confermato la decisione di merito che aveva liquidato il danno in via equitativa solo per la porzione di competenza dei ricorrenti, rigettando la loro pretesa di ottenere l'intera somma necessaria per la riparazione totale.
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Arricchimento senza causa: no se immobile pignorato
Una società sublocatrice ha agito contro la subconduttrice per un importo a titolo di ingiustificato arricchimento, dopo che la sua pretesa per canoni di locazione era stata respinta a causa di un pignoramento sull'immobile. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'azione di arricchimento senza causa non è ammissibile in questo contesto. Il diritto di riscuotere i canoni o l'indennità di occupazione di un bene pignorato spetta esclusivamente al custode giudiziario. Di conseguenza, il locatore non subisce alcun impoverimento e non può agire contro l'inquilino, il cui obbligo di pagamento è verso la procedura esecutiva e non verso il locatore stesso.
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