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Art. 130 Codice di Procedura Penale — Sezione Sesta Penale

Altri anni per Art. 130 Codice di Procedura Penale

Correzione errore materiale: quando il giudice sbaglia tribunale
La Corte di Cassazione interviene sul dispositivo di una sentenza penale pronunciata pochi giorni prima per rimediare a un lapsus formale. Nel caso in esame, la parte civile ha fatto istanza segnalando che il dispositivo letto in udienza indicava erroneamente come giudice competente la Corte di appello ordinaria anziché la Corte di Assise di appello. La Suprema Corte ha accolto la richiesta attivando la correzione errore materiale. Il Collegio ha riconosciuto la svista e ha disposto, con ordinanza e senza formalità, la rettifica del testo disponendo l'annotazione a cura della cancelleria.
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Correzione di errore materiale: data errata ma atto valido
La Suprema Corte ha esaminato un caso in cui un provvedimento penale riportava una data di nascita errata per la persona imputata. L'atto indicava infatti il 28 aprile 1995 anziché il 24 agosto 1995. I giudici hanno chiarito che questo scambio costituisce una semplice svista documentale che non genera alcuna confusione sull'identità reale del soggetto. Di conseguenza, il collegio ha disposto la correzione di errore materiale dell'ordinanza, incaricando la cancelleria di annotare la data corretta sui registri e sul documento originale, lasciando del tutto valida la decisione penale già assunta.
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Correzione di errore materiale: il cognome del legale corretto
La Suprema Corte ha accolto la richiesta presentata dal difensore di un imputato per rimediare a uno sbaglio nell'intestazione di una precedente sentenza penale. La decisione originaria riportava erroneamente il cognome del legale, indicando una persona diversa da quella che aveva effettivamente assunto il mandato difensivo. I giudici hanno constatato la svista meramente grafica e hanno disposto la correzione di errore materiale del testo originale. Il provvedimento stabilisce la sostituzione del cognome errato con quello corretto del professionista incaricato. La Corte ha ordinato alla cancelleria di procedere alle annotazioni formali sull'atto, confermando la piena validità della decisione originaria senza modificare la decisione sui fatti.
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Correzione errore materiale: sede errata ma giudizio valido
La Corte di Cassazione ha esaminato la posizione de L'Imputato dopo aver disposto l'annullamento della sua condanna. Nel provvedimento originario, i magistrati avevano rinviato gli atti a una diversa sezione della stessa corte d'appello. Tuttavia, quell'ufficio giudiziario dispone attualmente di una sola sezione e non possiede altri magistrati per celebrare il nuovo processo. La Suprema Corte è quindi intervenuta tramite una procedura di correzione errore materiale per eliminare la svista presente nella motivazione e nel dispositivo. I giudici hanno indicato come sede corretta la corte d'appello limitrofa più vicina. Il processo ripartirà regolarmente dinanzi a un nuovo collegio senza pregiudicare l'annullamento ottenuto.
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Errore materiale sentenza: data di nascita corretta in Cassazione
La Corte di Cassazione è intervenuta per una Correzione errore materiale sentenza. Un Procuratore generale ha segnalato un errore nella data di nascita di un imputato, 'Il Consalvo', riportata erroneamente come '10/07/1972' anziché '16/07/1982' in una precedente sentenza. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, disponendo la rettifica del dato anagrafico nel frontespizio della sentenza. Questa decisione chiarisce l'importanza della precisione nei documenti giudiziari e la procedura per correggere semplici sviste senza intaccare il merito della decisione.
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Correzione errore materiale: inammissibile il ricorso autonomo
Un cittadino impugna direttamente in Cassazione un'ordinanza con cui il Tribunale ha disposto la correzione errore materiale del dispositivo di una sentenza penale. Il ricorrente contesta la violazione delle garanzie difensive perché il giudice ha operato direttamente senza fissare l'udienza in camera di consiglio. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici di legittimità ribadiscono che l'ordinanza di correzione ha natura meramente accessoria e integrativa rispetto alla sentenza principale e non può formare oggetto di autonoma impugnazione. L'interessato non ha inoltre dimostrato alcun concreto pregiudizio subito dalla mancata convocazione. Il ricorrente perde il ricorso e riceve la condanna alle spese e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Contrasto Giudiziario: non menzione della condanna negata e poi concessa
Un Lavoratore, condannato per un reato legato agli stupefacenti, ha visto la sua pena ridotta in appello. La Corte d'Appello, nella sua motivazione, aveva chiaramente espresso l'intenzione di concedere il beneficio della non menzione della condanna, riconoscendo il suo status di incensurato. Tuttavia, il dispositivo (la parte finale e vincolante della sentenza) non riportava tale beneficio. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione per questo contrasto tra motivazione e dispositivo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che, sebbene il dispositivo prevalga di norma, in caso di chiara discordanza su un beneficio come la non menzione della condanna, la motivazione può correggere l'errore. La sentenza d'appello è stata annullata limitatamente a tale omissione, garantendo al Lavoratore il beneficio.
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Correzione errore materiale: da 35.000 a 3.500 euro
Un cittadino riceve una condanna definitiva al pagamento delle spese legali in favore di un Comune costituitosi parte civile. La decisione indica una somma spropositata pari a 35.000 euro. L'interessato presenta ricorso chiedendo la correzione errore materiale della decisione. Dal registro d'udienza emerge chiaramente la dimenticanza di un punto dopo la cifra cinque. L'importo reale stabilito dal collegio giudicante era di sole 3.500 euro. La Corte di Cassazione accoglie l'istanza e dispone la rettifica immediata del testo. Il provvedimento ristabilisce il valore corretto della condanna economica eliminando il rifuso grafico derivato dalla svista di battitura.
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Notifica all’imputato evaso: valida la consegna al difensore
L'Imputata, condannata per narcotraffico, evadeva dai domiciliari dopo aver partecipato all'udienza preliminare. Il decreto di citazione in appello veniva notificato al suo difensore d'ufficio senza una formale dichiarazione di latitanza. La ricorrente ha quindi contestato la nullità della notificazione. Parallelamente, il Coimputato ha presentato ricorso dopo aver concordato la pena in secondo grado. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. I giudici hanno stabilito che la notifica all'imputato evaso eseguita presso il difensore è pienamente valida anche in assenza del verbale di vane ricerche o del decreto di latitanza, purché l'interessato conoscesse già il procedimento a suo carico. La fuga volontaria esprime la scelta di rinunciare a partecipare alle udienze, rendendo definitive le condanne.
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Correzione errore materiale: quando il ricorso costa caro
La vicenda nasce da una sentenza di patteggiamento in cui il giudice di primo grado commette una svista, condannando al pagamento delle spese legali gli imputati sbagliati. La Parte Civile propone ricorso in Cassazione per ottenere la correzione errore materiale. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che, se il ricorso riguarda solo una svista o refuso senza sollevare altri motivi d'impugnazione, la competenza non spetta alla Cassazione. La richiesta di correzione errore materiale deve essere presentata direttamente al giudice che ha emesso la sentenza di primo grado. Di conseguenza, la Parte Civile perde il ricorso ed è condannata a pagare le spese processuali, ma viene evitata la sanzione pecuniaria per la Cassa delle Ammende.
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Errore materiale sentenza penale: il nome sbagliato non ferma la giustizia
La Corte di Cassazione ha corretto un `errore materiale sentenza penale` relativo al nome di un imputato. In precedenza, la Corte aveva annullato una condanna per `delitto di truffa` di 500 euro, a seguito della `remissione della querela` da parte della persona offesa. Il ricorso era stato rigettato per il resto, e gli atti erano stati trasmessi per la rideterminazione della pena per un residuo reato (art. 346-bis c.p.). L'ordinanza attuale ha specificato che il nome corretto del ricorrente è "Eric" e non "Ivan", trattandosi di un mero errore di trascrizione che non influenza la sostanza della decisione o l'identificazione dell'imputato.
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Correzione errore materiale: assolto dalle spese per un bug informatico
La Corte di Cassazione ha corretto un errore materiale in una precedente sentenza. A causa di un disfunzionamento informatico, la sentenza aveva erroneamente condannato l'Appellant al pagamento delle spese processuali, nonostante il ricorso del Pubblico Ministero fosse stato rigettato. La correzione errore materiale ha eliminato questa condanna, stabilendo che l'Appellant non deve pagare le spese. Questo intervento ha ripristinato la corretta applicazione della decisione originale della Corte.
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Errore Anagrafico in Sentenza: La Correzione Errore Materiale della Cassazione
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione errore materiale in una sua precedente sentenza. Un cittadino aveva presentato ricorso e la Corte ha riconosciuto un'evidente svista. La sentenza precedente indicava erroneamente Roma come luogo di nascita del ricorrente, mentre il luogo corretto era Colleferro. La Suprema Corte ha quindi disposto la rettifica, assicurando che i dati anagrafici del cittadino fossero correttamente riportati negli atti giudiziari.
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Correzione errore materiale: spese legali da saldare
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di una propria precedente sentenza penale. I giudici avevano confermato la responsabilità della Ricorrente, ma avevano accidentalmente omesso nel dispositivo la statuizione sul rimborso delle spese legali in favore delle Parti Civili. A seguito di apposita richiesta, la Corte ha integrato la decisione ordinando alla Ricorrente di pagare le spese di rappresentanza e difesa sostenute dalle Parti Civili per il giudizio di legittimità, liquidate in euro 4.560,00 oltre agli accessori di legge.
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Correzione errore materiale sentenza: la Cassazione precisa i risarcimenti
La Corte di Cassazione è intervenuta per una Correzione errore materiale sentenza. Il caso riguardava un precedente giudizio che aveva annullato alcune condanne e dichiarato la prescrizione per altri reati. L'errore consisteva nell'aver revocato le statuizioni civili (cioè i risarcimenti) in modo non del tutto chiaro o completo. La Corte ha precisato che la revoca delle statuizioni civili si estendeva a tutti gli imputati per i reati prescritti (capi F e G) e includeva anche gli Enti pubblici (Comune e Città Metropolitana) come beneficiari della revoca, oltre all'Ente privato già menzionato. Questa correzione ha garantito maggiore chiarezza e precisione nell'applicazione della legge.
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Falsa estorsione contro il legale: scatta il delitto di calunnia
Un cittadino ha denunciato per estorsione un avvocato, accusandolo falsamente di aver richiesto compensi professionali non dovuti per una lite civile, pur sapendo che la parcella era regolare. I giudici di merito hanno accertato la sussistenza del delitto di calunnia. In grado di appello, il reato si è estinto per prescrizione, ma la corte ha confermato la condanna dell'imputato al risarcimento dei danni in favore del legale offeso. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contestando la procedura di correzione materiale e l'entità del risarcimento morale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: anche se la pena penale cade in prescrizione, resta fermo l'obbligo del querelante scorretto di risarcire il patema d'animo e il discredito professionale arrecati al difensore ingiustamente incolpato.
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Errore Materiale Sentenza: La Cassazione corregge il capo d’imputazione
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione errore materiale sentenza. Nello specifico, la precedente sentenza aveva erroneamente indicato il "capo B" anziché il "capo C" nell'ambito del reato contestato a un imputato. L'errore, puramente materiale e desumibile dalla motivazione, ha reso necessaria una rettifica formale. La Corte ha quindi disposto la modifica del dispositivo della sentenza precedente, chiarendo che il riferimento era al capo C. Questo assicura la corretta identificazione dell'accusa e la coerenza tra dispositivo e motivazione.
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Correzione errore materiale: la Cassazione blocca il PM
La Corte di Cassazione è intervenuta su un'istanza per la correzione errore materiale inerente a una decisione penale. Nel dispositivo originario, per una svista formale, era stata omessa la dichiarazione di inammissibilità del ricorso presentato dal Pubblico Ministero. La Suprema Corte ha riconosciuto che l'omissione non modificava la sostanza del giudizio e ha disposto l'integrazione del testo ufficiale con la dicitura mancante, confermando l'inammissibilità dell'impugnazione dell'accusa e sanando l'errore di cancelleria.
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Impugnazione cautelare estradizione: il ricorso tardivo fallisce
Un cittadino straniero è stato arrestato ai fini di estradizione e sottoposto alla misura della custodia in carcere. Il difensore ha impugnato l'ordinanza contestando la mancanza dei presupposti e la procedura di correzione di un errore materiale relativo alle convenzioni applicabili. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per il mancato rispetto dei termini prescritti per l'impugnazione cautelare estradizione. Il ricorso è stato presentato oltre il termine perentorio di dieci giorni dalla notifica del provvedimento. I giudici hanno chiarito che il successivo provvedimento di correzione dell'errore materiale non riapre i termini per impugnare l'ordinanza originaria. Per questa ragione il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di mille euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Pagina mancante e correzione errore materiale: sentenza annullata
L'Imputato, condannato per il reato di evasione, chiedeva la sostituzione della pena detentiva con la detenzione domiciliare. La Corte d'Appello rigettava la richiesta, ma il provvedimento depositato risultava privo di una pagina fondamentale contenente le ragioni della decisione. Successivamente, i giudici tentavano di integrare la motivazione mancante attraverso la procedura di correzione errore materiale. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione eccependo la nullità dell'atto. La Suprema Corte ha accolto il ricorso stabilendo che l'assenza di una pagina essenziale determina un difetto assoluto di motivazione non sanabile con semplici correzioni formali. Pertanto, la Cassazione ha annullato la sentenza e la successiva ordinanza, disponendo il rinvio ad altra Sezione d'Appello per un nuovo giudizio.
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