LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1252 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 1252 Codice Civile

Compensazione Volontaria: L’Avvocato non può trattenere i fondi del Cliente
Un Avvocato ha trattenuto somme incassate per conto del suo Cliente, sostenendo che si fossero estinte per compensazione volontaria con i suoi onorari professionali e che il Cliente avesse assunto i debiti del padre. I giudici di merito hanno escluso l'esistenza di un accordo di compensazione e di un accollo del debito, condannando l'Avvocato a restituire le somme. La Corte di Cassazione ha confermato queste decisioni, ribadendo che la compensazione volontaria non era provata e che l'Avvocato aveva indebitamente trattenuto fondi. La sentenza sottolinea che il giudice di merito ha piena autonomia nella valutazione delle prove e che la Cassazione non riesamina i fatti, ma solo l'applicazione del diritto. L'Avvocato ha perso la causa e dovrà restituire le somme.
Continua »
Bancarotta fraudolenta: Prescrizione salva un reato, pene da ricalcolare
Un'imprenditrice, già condannata per bancarotta fraudolenta (patrimoniale, preferenziale e documentale), ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha annullato senza rinvio la condanna per bancarotta preferenziale, dichiarando il reato estinto per prescrizione. Ha inoltre annullato con rinvio la sentenza per ricalcolare le pene principali e accessorie, riscontrando errori nell'applicazione del reato continuato e delle sanzioni accessorie, in parte basate su una norma dichiarata incostituzionale. Il resto del ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Responsabilità dell’amministratore: niente sconti sui debiti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna risarcitoria per oltre 540 mila euro a carico dell'ex liquidatore di una società fallita. La procedura concorsuale ha promosso l'azione per accertare la responsabilità dell'amministratore a causa di gravi irregolarità gestorie. Nello specifico, il manager ha ceduto le giacenze di magazzino senza incassare il corrispettivo, invocando una presunta compensazione con il TFR accollato dall'affittuaria dell'azienda. Inoltre, l'amministratore non ha riscosso i canoni di affitto aziendale e ha eseguito prelievi ingiustificati dalle casse sociali. I giudici hanno chiarito che l'accollo cumulativo non attribuisce la qualifica di creditore e impedisce qualsiasi compensazione dei debiti per difetto di reciprocità. La Suprema Corte ha rigettato integralmente il ricorso dell'ex dirigente, condannandolo alle spese.
Continua »