LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1242 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Pagina 2 di 2

Altri anni per Art. 1242 Codice Civile

Compensazione volontaria: eccezione di parte, non d’ufficio
Un professionista, incaricato di vendere degli immobili, ha trattenuto i proventi sostenendo di avere diritto a una compensazione per debiti pregressi del proprietario. La Corte d'Appello aveva ritenuto che l'accordo di compensazione volontaria potesse essere rilevato d'ufficio dal giudice. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo un principio fondamentale: la compensazione volontaria, derivando da un accordo tra le parti, costituisce un'eccezione in senso proprio e deve essere sollevata dalla parte interessata nei termini di legge, non potendo essere accertata d'ufficio dal giudice.
Continua »
Revocatoria Fallimentare: accordo inefficace?
Una società si oppone a un decreto ingiuntivo sulla base di un accordo transattivo pre-fallimento. La curatela contesta tale accordo con una revocatoria fallimentare. La Corte di Cassazione, rilevando la complessità della materia, non decide nel merito ma trasferisce la causa alla sezione specializzata in diritto fallimentare, sottolineando la specificità delle norme su revocatoria e compensazione.
Continua »
Compensazione Giudiziale: Requisiti di Certezza
In una lunga controversia tra un Comune e una società energetica, la Cassazione ha stabilito i limiti della compensazione giudiziale. Un controcredito, per estinguere un debito accertato, non solo deve essere certo nella sua esistenza, ma anche di "facile e pronta liquidazione". La Corte ha rigettato la richiesta del Comune di compensare il proprio debito con crediti risarcitori derivanti da un accordo del 1959, giudicandoli troppo complessi e non immediatamente quantificabili, confermando così la decisione di merito.
Continua »
Successione nel contratto di locazione: l’appello è nullo
Una società subentra in un contratto di locazione commerciale tramite cessione di ramo d'azienda, ma dopo l'inizio di una causa di sfratto. La Corte di Cassazione chiarisce che la successione nel contratto di locazione avvenuta a processo già pendente non salva il subentrante dagli effetti della sentenza. Il ricorso viene dichiarato inammissibile perché non contesta la reale motivazione della Corte d'Appello, basata sull'applicazione delle norme sulla successione nel processo (art. 111 c.p.c.), rendendo la sentenza contro il cedente efficace anche nei confronti del cessionario.
Continua »