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Art. 1242 Codice Civile — Sezione Quinta Penale

Altri anni per Art. 1242 Codice Civile

Bancarotta per mancata compensazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20736/2024, ha stabilito che gli amministratori di una società, poi fallita, che pagano un debito a una società collegata (e in stato di decozione) senza avvalersi della compensazione legale con un controcredito, commettono il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione. L'atto distrattivo non è l'omissione, ma il pagamento di un debito già estinto 'ipso iure', che sottrae liquidità alla garanzia dei creditori. La consapevolezza dello stato di difficoltà della società beneficiaria è un elemento chiave.
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Compensazione legale e bancarotta: la Cassazione annulla
Un imprenditore, condannato per bancarotta fraudolenta, aveva disposto pagamenti da una sua società, poi fallita, a favore di un'altra società a lui riconducibile. Secondo l'accusa, tali pagamenti costituivano distrazione, poiché i debiti si erano estinti per compensazione legale con crediti reciproci. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna con rinvio, stabilendo che i giudici di merito non hanno adeguatamente verificato il presupposto della 'esigibilità' dei crediti, elemento essenziale affinché operi la compensazione legale. La mera riconducibilità delle società allo stesso soggetto non è sufficiente a provare la conoscenza delle fatture e, quindi, l'esigibilità del credito.
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Pegno irregolare: quando la polizza non si sequestra
La Corte di Cassazione ha stabilito che una polizza vita data in pegno irregolare a una banca non può essere soggetta a sequestro preventivo a carico del debitore. Con il pegno irregolare, la proprietà del bene passa al creditore, uscendo dal patrimonio del debitore e rendendo inefficace la misura cautelare reale.
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