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Art. 123 Codice Penale — Anno 2025

Altri anni per Art. 123 Codice Penale

Favor querelae: non basta la riserva di parte civile
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del principio del 'favor querelae'. Una vittima di furto aggravato, pur riservandosi di costituirsi parte civile, aveva esplicitamente dichiarato di non sporgere querela, credendo erroneamente che il reato fosse procedibile d'ufficio. La Corte ha stabilito che tale riserva, unita alla mancata querela, non manifesta una volontà punitiva inequivocabile, confermando così la decisione di non luogo a procedere per mancanza della condizione di procedibilità.
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Giurisdizione amministrativa e autotutela: il caso
Una società di servizi ricorre in Cassazione contestando la giurisdizione amministrativa sulla declaratoria di inefficacia di una parte di un contratto pubblico. L'aggiudicazione era stata annullata in autotutela dalla stessa stazione appaltante. La Suprema Corte conferma la giurisdizione amministrativa, stabilendo che essa si estende alle sorti del contratto anche quando l'annullamento dell'atto presupposto deriva da un provvedimento amministrativo e non solo da una sentenza, poiché la controversia trae origine dall'esercizio di un potere pubblico.
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Eccesso di potere giurisdizionale: subentro appalti
Una società ricorre in Cassazione denunciando un eccesso di potere giurisdizionale da parte del Consiglio di Stato, che aveva ordinato il subentro di un concorrente in un appalto pubblico dopo averne annullato l'esclusione. Le Sezioni Unite hanno respinto il ricorso, stabilendo che ordinare il subentro rientra nei poteri istituzionali del giudice amministrativo ai sensi dell'art. 122 c.p.a. e non costituisce un'invasione della discrezionalità della Pubblica Amministrazione.
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Estensione della querela: il caso della truffa
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società contro un sequestro per truffa aggravata. La sentenza ribadisce un principio cruciale: l'estensione della querela presentata contro uno degli autori del reato si applica automaticamente a tutti i co-concorrenti, anche se non esplicitamente nominati. Viene confermato che la volontà di punire, anche se non formalizzata, è sufficiente per la procedibilità.
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Denuncia orale: quando vale come querela? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza 10462/2025, ha annullato una decisione di non luogo a procedere per mancanza di querela. Secondo la Corte, una denuncia orale accompagnata dalla consegna di prove (foto, video e documenti) e dalla richiesta di effettuare 'le indagini del caso', manifesta in modo inequivocabile la volontà della persona offesa di perseguire penalmente il colpevole, integrando così una querela valida in base al principio del 'favor querelae'.
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Rischio di confusione: la tutela del marchio debole
Una società ha richiesto la registrazione di un marchio per servizi assicurativi. Un'altra società, titolare di un marchio precedente con un elemento verbale simile, si è opposta con successo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che esiste un rischio di confusione anche per i marchi deboli quando i servizi sono identici e le variazioni apportate al segno non sono sufficienti a differenziarlo. La valutazione globale degli elementi visivi, fonetici e concettuali è stata decisiva per determinare il rischio di confusione per il consumatore.
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