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Art. 121 Codice di Procedura Penale — Sezione Prima Penale

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Altri anni per Art. 121 Codice di Procedura Penale

Associazione mafiosa: la nuova frontiera criminale
La Corte di Cassazione ha confermato una misura cautelare in carcere per un soggetto indagato per associazione mafiosa, estorsione e porto d'armi. Il caso riguarda la configurabilità di una nuova organizzazione criminale, operante nel Nord Italia, nata da un patto federativo tra esponenti di mafie storiche come cosa nostra, camorra e 'ndrangheta. La Corte ha rigettato il ricorso, ritenendo infondate sia le censure procedurali sul diritto di difesa, sia quelle di merito sulla carenza di prove, confermando la sussistenza di gravi indizi per una nuova e autonoma associazione mafiosa con proprie finalità e una cassa comune.
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Misure cautelari: la difesa tardiva è inammissibile
La Corte di Cassazione conferma un'ordinanza di custodia cautelare per associazione mafiosa ed estorsione. Nel respingere il ricorso, la Corte chiarisce i termini perentori per il deposito di memorie difensive nel procedimento di riesame, sottolineando che il mancato rispetto rende gli atti inammissibili e non lede il diritto di difesa. Il caso riguarda complesse misure cautelari applicate a un presunto sodalizio criminale operante nel nord Italia.
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Chiamata in correità: la Cassazione e la prova
La Corte di Cassazione conferma una condanna per omicidio premeditato basata su plurime dichiarazioni di collaboratori di giustizia. La decisione chiarisce i principi di valutazione della prova, inclusa la frazionabilità della testimonianza e la convergenza di fonti diverse, rigettando le censure difensive su contraddizioni e nullità procedurali. Il caso è emblematico per i criteri giurisprudenziali sulla validità della chiamata in correità.
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Mancato versamento cauzione: quando è reato?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28574/2025, ha stabilito che il mancato versamento della cauzione imposta come misura di prevenzione integra reato, anche se il soggetto ha presentato istanza di rateizzazione. La Corte ha chiarito che la richiesta di pagare a rate non sospende automaticamente il termine per il versamento. Di conseguenza, la scadenza del termine senza il pagamento perfeziona il reato, e la buona fede del soggetto non è sufficiente a escludere la punibilità. È stata inoltre negata l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Concorso in reato: la prova deve essere specifica
In un caso di presunto incendio doloso di un'autovettura, la Corte di Cassazione ha esaminato la validità di una misura cautelare applicata a quattro indagati. La Corte ha confermato la misura per due di loro, visti vicini al veicolo prima delle fiamme, ma l'ha annullata per gli altri due. La decisione sottolinea che, per configurare un concorso in reato, non è sufficiente una generica ostilità o un comportamento ansioso, ma sono necessari elementi specifici che dimostrino un contributo concreto, morale o materiale, alla commissione del reato.
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Sorveglianza speciale: l’arresto non sempre la sospende
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo sottoposto a sorveglianza speciale, arrestato per aver violato le prescrizioni. L'imputato sosteneva che un precedente arresto avesse sospeso la misura, ma la Corte ha chiarito che la sospensione della sorveglianza speciale avviene solo in caso di applicazione di una misura di custodia cautelare, non con un semplice arresto seguito da liberazione.
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Sequestro preventivo: termini per le memorie
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo, confermando la perentorietà del termine di cinque giorni per il deposito di memorie difensive nel procedimento di appello cautelare. La Corte ha inoltre ribadito che la revoca di una misura cautelare personale non implica automaticamente la cessazione del pericolo che giustifica il sequestro dei beni, consolidando il principio del 'giudicato cautelare' in assenza di fatti nuovi.
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