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Art. 121 Codice della Crisi d'Impresa — Anno 2025

Altri anni per Art. 121 Codice della Crisi d'Impresa

Deposito cartaceo nel reclamo: quando è legittimo?
Una società in liquidazione giudiziale ricorre in Cassazione contestando la validità di un reclamo presentato con deposito cartaceo. La Corte Suprema rigetta il ricorso, affermando che il deposito cartaceo è legittimo se autorizzato dal capo dell'ufficio giudiziario. Inoltre, chiarisce che nel rito speciale del reclamo fallimentare, l'inerzia delle parti non porta all'estinzione del procedimento, data la natura indisponibile degli interessi in gioco.
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Iniziativa pubblico ministero: i poteri nel CCII
Una S.r.l. ricorre in Cassazione contro la propria liquidazione giudiziale, contestando l'iniziativa del pubblico ministero. La Suprema Corte rigetta il ricorso, stabilendo che, ai sensi del nuovo Codice della Crisi (art. 38 CCII), il P.M. ha un potere ampliato e può agire sulla base di qualsiasi notizia di insolvenza (notitia decoctionis) appresa nell'esercizio delle sue funzioni, anche se relativa a un soggetto diverso. L'ordinanza consolida la legittimità dell'azione del P.M. come strumento di tutela del mercato.
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Legittimazione attiva creditore: credito contestato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26518/2025, ha stabilito un principio fondamentale sulla legittimazione attiva creditore per la richiesta di liquidazione giudiziale. Un credito semplicemente contestato o 'sub iudice' non è sufficiente. Il giudice deve effettuare una valutazione sommaria ed incidentale per verificare l'effettiva esistenza del credito, non potendo basarsi sulla mera pendenza di un'altra causa. La Corte ha quindi annullato la decisione di merito che aveva aperto la liquidazione basandosi solo sulla contestazione del credito.
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Legittimazione attiva cessionario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28335/2025, ha rigettato il ricorso di una società immobiliare dichiarata in liquidazione giudiziale. La Corte ha stabilito che la legittimazione attiva del cessionario di un credito si considera provata se il debitore non la contesta nel primo grado di giudizio, ma anzi la riconosce implicitamente attraverso comportamenti processuali. Tale principio di non contestazione prevale, rendendo tardiva la successiva eccezione in appello.
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Liquidazione giudiziale: quando è legittima la richiesta?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di una richiesta di liquidazione giudiziale anche in assenza di un previo tentativo di esecuzione forzata. Con l'ordinanza in esame, viene ribadito che per avviare la procedura è sufficiente un accertamento incidentale del credito da parte del giudice, senza necessità di un titolo esecutivo. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società, confermando la decisione dei giudici di merito che ne avevano dichiarato l'insolvenza sulla base di una pesante esposizione debitoria.
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Responsabilità legale rappresentante: ricorso inammissibile
Una società in liquidazione giudiziale ricorre in Cassazione contro la sentenza d'appello. Il ricorso viene dichiarato inammissibile perché, pur essendo stato condannato anche il suo legale rappresentante al pagamento delle spese, l'impugnazione è stata proposta solo dalla società. La Corte chiarisce che la responsabilità legale rappresentante per le spese è personale e va contestata dal diretto interessato, non dall'ente.
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