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Art. 12 Codice della Strada — Anno 2023

Altri anni per Art. 12 Codice della Strada

Multa a Linate: il principio di territorialità divide i giudici
Una automobilista ha impugnato una multa stradale ricevuta dalla Polizia Locale di Milano nella corsia partenze dell'aeroporto di Linate, situata geograficamente nel territorio del Comune di Segrate. Il Giudice di Pace ha annullato il verbale per violazione del principio di territorialità, ma il Tribunale ha ribaltato la decisione ritenendo legittimo il potere sanzionatorio milanese in base a ordinanze ENAC. La Corte di Cassazione, rilevando la complessità e la novità della questione riguardante i limiti del principio di territorialità nelle aree aeroportuali intercomunali, ha deciso di non pronunciarsi immediatamente. Con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa alla pubblica udienza per un esame approfondito.
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Multa autovelox: la gestione privata annulla la sanzione
L'Automobilista ha impugnato una multa autovelox per eccesso di velocità elevata dal Comune. Il Giudice di Pace ha annullato il verbale, ma il Tribunale ha ribaltato la decisione. L'Automobilista si è rivolto alla Cassazione, contestando l'affidamento dell'intera gestione dell'autovelox a una società privata esterna. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che l'accertamento delle violazioni deve essere svolto esclusivamente dalla Polizia Locale. La semplice validazione dei dati da parte dei vigili, senza una reale supervisione e gestione diretta del servizio, rende la multa illegittima. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Multa su Statale: la competenza Polizia Municipale è totale
La Corte di Cassazione ha stabilito che la multa per eccesso di velocità emessa dalla Polizia Municipale è valida anche se l'infrazione avviene su una strada statale fuori dal centro abitato. Il caso riguardava due automobilisti sanzionati in queste circostanze. I giudici hanno rigettato il loro ricorso, affermando un principio chiaro: la competenza della Polizia Municipale si estende a tutto il territorio del Comune di appartenenza, senza escludere le strade che non siano puramente comunali. Questa sentenza consolida la piena legittimità dell'operato degli agenti locali sull'intera area geografica di loro pertinenza.
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Potere ausiliari del traffico: multa giusta, ma ricorso perso
Una società ha impugnato cinque verbali per infrazioni al Codice della Strada, contestando principalmente il potere sanzionatorio degli ausiliari del traffico che li avevano emessi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, non entrando nel merito della questione. La decisione si fonda sul fatto che l'atto di ricorso era troppo generico e non rispettava il 'principio di autosufficienza'. La società, infatti, non aveva specificato in modo chiaro e completo i motivi di opposizione già presentati nei gradi precedenti. Di conseguenza, pur potendo avere delle ragioni valide, la società ha perso la causa per un vizio di forma, vedendosi confermare le sanzioni amministrative.
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Polizia Municipale: multe valide su strade statali
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un Comune contro l'annullamento di una sanzione amministrativa per l'installazione abusiva di un cartellone pubblicitario. Il Tribunale aveva ritenuto che la Polizia Municipale non avesse il potere di accertare l'infrazione poiché la strada era di proprietà statale. La Suprema Corte ha invece stabilito che la Polizia Municipale ha piena competenza per accertare violazioni del Codice della Strada su tutto il territorio comunale, indipendentemente dalla proprietà della strada. Inoltre, ha chiarito che il giudice non può rilevare d'ufficio un'eventuale incompetenza relativa dell'organo accertatore se questa non è stata espressamente contestata dalla parte nel ricorso iniziale.
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Contestazione immediata: validità del verbale differito
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un verbale per guida con patente sospesa, nonostante la mancata contestazione immediata. L'agente, pur essendo fuori servizio e in abiti civili, ha rilevato l'infrazione poco prima di iniziare il turno. La Corte ha stabilito che l'obbligo di accertamento sussiste anche fuori dall'orario di lavoro e che le ragioni della contestazione differita, come il traffico e l'imminente presa di servizio, sono valutazioni di merito insindacabili in sede di legittimità.
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