La Curatela di una società fallita ha chiesto al Comune il pagamento di oltre 273mila euro per servizi di raccolta rifiuti svolti nel 2001. Il Comune ha resistito eccependo l'avvenuto saldo dei debiti. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda della Curatela: per alcune fatture mancava la prova delle prestazioni, mentre per altre un maxi-pagamento del Comune era stato ritenuto sufficiente a estinguere il debito residuo. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Curatela, confermando che, in tema di imputazione di pagamento, se il creditore non dimostra l'esistenza di altri crediti scaduti a cui riferire i versamenti ricevuti, il pagamento non specificato estingue i debiti residui provati. Vince il Comune, che non deve pagare nulla e ottiene il rimborso delle spese legali.
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