LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 118 Codice di Procedura Civile — Sezione Sezioni Unite Civile

Altri anni per Art. 118 Codice di Procedura Civile

Concessione demaniale: regole sulla revoca
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della revoca di una concessione demaniale situata lungo un fiume, disposta a causa del mancato ottenimento dei permessi edilizi e del mancato pagamento dei canoni. La società concessionaria aveva contestato la decisione sostenendo che il ritardo fosse imputabile alla Pubblica Amministrazione. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che il termine di tre anni previsto dai regolamenti per concludere i procedimenti edilizi è congruo e serve a sollecitare il privato. La mancata attivazione diligente del concessionario giustifica la perdita del titolo, escludendo che la sentenza impugnata fosse affetta da motivazione apparente o eccesso di potere giurisdizionale.
Continua »
Danno da legittimo affidamento: Giudice Ordinario
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la domanda di risarcimento per danno da legittimo affidamento, proposta dall'acquirente di un immobile basata su un titolo edilizio poi rivelatosi illegittimo, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. Il caso riguardava acquirenti di appartamenti che, a seguito di un'azione dei vicini per violazione delle distanze legali, avevano chiesto di essere risarciti dal Comune che aveva rilasciato il permesso. La Suprema Corte ha chiarito che tale azione non contesta l'esercizio del potere amministrativo, ma lamenta la lesione di un diritto soggettivo (l'integrità patrimoniale), sorto a causa dell'affidamento incolpevole sulla regolarità dell'atto.
Continua »
Clausole penali regolamento scavi: giurisdizione
Una società di servizi contesta le clausole penali imposte da un Comune per ritardi nei lavori di scavo, sostenendo la giurisdizione amministrativa. La Cassazione, invece, stabilisce che si tratta di penali di natura civilistica, derivanti da un'accettazione negoziale accessoria all'autorizzazione. La controversia rientra quindi nella giurisdizione del giudice ordinario.
Continua »
Onere della prova demanio: la Cassazione chiarisce
Una società impugnava una cartella esattoriale per l'occupazione di un'area ritenuta demaniale da un Comune. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2406/2023, ha chiarito che l'onere della prova demanio spetta sempre alla Pubblica Amministrazione che avanza la pretesa. Tuttavia, ha rigettato il ricorso della società, ritenendo che l'errata applicazione di tale principio da parte del giudice di merito fosse ininfluente, poiché la decisione finale si fondava su un accertamento positivo, nel merito, della natura pubblica dell'area.
Continua »
Discrezionalità PA: Limiti del sindacato su V.I.A.
Una società si vede negare la Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) per un impianto idroelettrico. La Corte di Cassazione respinge il suo ricorso, ribadendo un principio fondamentale: la valutazione tecnica della Pubblica Amministrazione, espressione della sua ampia discrezionalità PA, non è sindacabile nel merito dal giudice. Il controllo giudiziario è ammesso solo in casi di palese illogicità, travisamento dei fatti o gravi vizi procedurali. La decisione impugnata, basata su pareri tecnici concordi e negativi, è stata ritenuta sufficientemente motivata.
Continua »
Travisamento della prova: la via della revocazione
Le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 9785/2024, chiariscono che un errore percettivo del giudice di merito, come la lettura errata di una data di decesso, configura un 'travisamento della prova'. Tale vizio non può essere fatto valere con ricorso per Cassazione, ma deve essere impugnato tramite lo specifico rimedio della revocazione. Nel caso di specie, una cartella di pagamento notificata a un contribuente già deceduto da un anno era stata ritenuta valida a causa di un'evidente svista sulla data del decesso. La Corte ha dichiarato inammissibili i relativi motivi di ricorso, rimettendo gli altri alla Sezione Tributaria.
Continua »
Tariffa incentivante fotovoltaico: i limiti del giudice
Due società agricole contestano la decisione dell'Ente Gestore di applicare una tariffa incentivante fotovoltaico ridotta ai loro impianti su serre. La Cassazione, Sezioni Unite, ha stabilito i limiti del potere del giudice amministrativo, chiarendo che l'interpretazione delle norme per determinare i requisiti per la tariffa maggiore (uso permanente e integrale delle serre per l'agricoltura) non costituisce un eccesso di potere giurisdizionale, ma un'attività interpretativa propria del giudice. Entrambi i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili.
Continua »
Giudicato esterno: i limiti del sindacato di Cassazione
Un istituto di ricerca contesta la revoca di una sentenza del Consiglio di Stato, basata su un presunto giudicato esterno. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, affermando che la valutazione sull'esistenza del giudicato è una questione di merito procedurale, non di giurisdizione, e quindi non sindacabile in quella sede.
Continua »
Principio precauzione ambientale: stop a impianto idro
Una società energetica si è vista negare l'autorizzazione per un impianto idroelettrico a causa di rischi ambientali. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, stabilendo che il principio di precauzione ambientale e la tutela dei corsi d'acqua prevalgono, specialmente quando non vengono proposte alternative progettuali idonee a scongiurare il rischio di deterioramento. La decisione sottolinea la legittimità del provvedimento amministrativo basato su criticità idrogeologiche concrete e non su mere supposizioni.
Continua »
Principio di non deterioramento: stop a centrale idroelettrica
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego di autorizzazione per la costruzione di una centrale idroelettrica, stabilendo la prevalenza del principio di non deterioramento dei corpi idrici. La decisione si fonda sulla valutazione negativa di impatto ambientale, che aveva evidenziato gravi rischi geologici e idrici. La Corte ha ribadito che la tutela ambientale, sancita dalla normativa europea e nazionale, rappresenta un limite invalicabile anche per progetti di energia rinnovabile, a meno che non sussistano le specifiche condizioni per una deroga, in questo caso assenti.
Continua »
Procura alle liti digitale: la Cassazione la valida
In una causa relativa alla liquidazione di spese legali, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite è intervenuta su un tema cruciale del processo telematico: la validità della procura alle liti digitale. La Corte ha stabilito che una procura firmata su carta, successivamente scannerizzata, firmata digitalmente dall'avvocato e allegata a un ricorso nativo digitale tramite PEC o deposito telematico, è perfettamente valida. Questo allegato 'virtuale' equivale alla tradizionale apposizione in calce al documento cartaceo, soddisfacendo così il requisito di specialità della procura richiesto per il ricorso in Cassazione. La decisione promuove la digitalizzazione della giustizia, evitando formalismi eccessivi e tutelando il diritto di difesa.
Continua »
Ripartizione oneri: chi paga le opere idrauliche?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Comune contro la decisione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, che aveva annullato una delibera sulla ripartizione oneri per la costruzione di un'opera idraulica. La delibera, che addebitava i costi a una società fallita e ad altri proprietari, è stata giudicata irragionevole e arbitraria. La Cassazione ha confermato che, in presenza di più motivazioni autonome a sostegno di una sentenza, il ricorrente deve impugnarle tutte efficacemente, altrimenti il ricorso è inammissibile per difetto di interesse.
Continua »
Giurisdizione ipoteca tributaria: decide il giudice
Un contribuente ha impugnato un'iscrizione ipotecaria e un fermo amministrativo per debiti di natura fiscale, sostenendo la competenza del giudice ordinario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la giurisdizione ipoteca tributaria spetta al giudice tributario quando la contestazione riguarda la pretesa fiscale sottostante, come nel caso della mancata notifica degli atti prodromici.
Continua »