LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 118 Codice di Procedura Civile

Pagina 61 di 40

TFR e cessione d’azienda: quando spetta il pagamento?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di TFR e cessione d'azienda, il lavoratore il cui rapporto prosegue con l'acquirente non ha diritto all'immediato pagamento del TFR da parte dell'azienda cedente, poi fallita. La nuova normativa che prevede l'esigibilità immediata non è retroattiva e si applica solo alle procedure aperte dopo il 15 luglio 2022.
Continua »
Utili extracontabili soci: la presunzione di legge
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della presunzione di distribuzione degli utili extracontabili ai soci di una S.r.l. a ristretta base. A seguito di un accertamento definito dalla società, una socia è stata raggiunta da un avviso per la tassazione di tali utili in proporzione alla sua quota. La Corte ha rigettato il suo ricorso, ribadendo che spetta al socio fornire la prova contraria, dimostrando che i maggiori ricavi non sono stati distribuiti ma, ad esempio, reinvestiti o accantonati.
Continua »
Motivazione apparente e inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento per IRPEF. Il ricorso, fondato su una presunta motivazione apparente della sentenza di secondo grado, celava in realtà una richiesta di riesame del merito, non consentita in sede di legittimità. La Corte ha stabilito che la decisione impugnata era adeguatamente motivata, in quanto basata su prove concrete relative a compensi non dichiarati e forniti da un ente locale. Viene inoltre respinta un'eccezione di giudicato esterno.
Continua »
Compensazione spese legali: la Cassazione decide
Un contribuente vince una causa contro l'ente di riscossione, ma i giudici di merito compensano le spese legali. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, affermando che la compensazione spese legali è un'eccezione che richiede una motivazione specifica e forte, assente nel caso di specie. L'ente è stato quindi condannato a rimborsare tutti i costi.
Continua »
Accordo integrativo regionale: essenziale per i fondi
La Corte di Cassazione ha stabilito che i medici di medicina generale non possono pretendere una ripartizione maggiorata del fondo per la ponderazione qualitativa delle quote capitarie, derivante dai risparmi per il pensionamento di altri colleghi, in assenza di uno specifico accordo integrativo regionale. La normativa nazionale (ACN 2005) rimette infatti esclusivamente alla contrattazione locale la definizione delle modalità di riparto di tali somme aggiuntive. In mancanza di tale accordo, resta valida solo la quota fissa prevista a livello nazionale.
Continua »
Giudizio di ottemperanza: quando è ammessa la revocazione
La Corte di Cassazione chiarisce i rimedi impugnatori nel giudizio di ottemperanza tributario. Sebbene l'appello ordinario sia limitato, la Corte ammette la revocazione come rimedio straordinario per correggere errori di fatto. Tuttavia, la sentenza che accoglie la revocazione deve essere adeguatamente motivata. Nel caso di specie, la Corte ha cassato la decisione di secondo grado perché affetta da 'motivazione apparente', non avendo spiegato le ragioni della sua conclusione, e ha rinviato la causa per un nuovo esame.
Continua »
Sospensione esecuzione: quando è inammissibile il ricorso
Una società creditrice ha impugnato con regolamento di competenza l'ordinanza di sospensione di una procedura esecutiva. Il giudice dell'esecuzione aveva sospeso il pignoramento a causa di controversie pendenti sul diritto del debitore a percepire le somme pignorate. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la sospensione esecuzione basata sull'art. 337 c.p.c. non si applica al processo esecutivo e che, in ogni caso, il rimedio corretto contro un tale provvedimento, ritenuto abnorme, è l'opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.), non il regolamento di competenza.
Continua »
Prova spedizione raccomandata: chi deve dimostrarla?
Un cittadino si oppone a una cartella di pagamento, sostenendo di aver impugnato l'atto originario tramite raccomandata. I giudici di merito respingono la sua tesi per mancanza di prova. La Corte di Cassazione, invece, accoglie il ricorso, stabilendo che la prova spedizione raccomandata, attestata dalla ricevuta di ritorno, genera una presunzione di conoscenza. Spetta quindi al destinatario dimostrare che il plico era vuoto o conteneva un atto diverso, invertendo l'onere della prova. La sentenza è stata annullata con rinvio.
Continua »
Opposizione atti esecutivi: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione chiarisce i confini dell'opposizione agli atti esecutivi. Un debitore si opponeva a un pignoramento eccependo, tra le altre cose, l'estinzione della procedura per tardivo deposito dell'istanza di vendita. La Suprema Corte ha stabilito che il rimedio corretto contro il rigetto di tale eccezione non è l'opposizione, bensì il reclamo previsto dall'art. 630 c.p.c. Di conseguenza, ha cassato senza rinvio la sentenza su questo punto, dichiarando inammissibile l'originaria opposizione e confermando l'importanza di scegliere lo strumento processuale corretto.
Continua »
Legittimazione passiva: chi citare in giudizio?
La Corte di Cassazione chiarisce che in caso di opposizione a un'intimazione di pagamento per multe stradali, basata sull'eccezione di prescrizione, la legittimazione passiva spetta esclusivamente all'Agente della Riscossione e non all'ente creditore originario (es. la Prefettura). La Corte ha rigettato il ricorso di un cittadino che aveva citato in giudizio solo la Prefettura, confermando che l'azione esecutiva è titolarità esclusiva dell'agente incaricato della riscossione.
Continua »
Motivazione per relationem: quando la sentenza è nulla
Un professionista ha richiesto la regolarizzazione dei contributi previdenziali a un'azienda sanitaria. Dopo due gradi di giudizio favorevoli, l'azienda ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha annullato la sentenza d'appello per un vizio di motivazione. La Corte d'Appello aveva infatti utilizzato una motivazione per relationem, richiamando un'altra sentenza senza effettuare un'analisi critica e autonoma del caso specifico. La Cassazione ha ribadito che tale pratica, se non accompagnata da una valutazione effettiva dei motivi di impugnazione, rende la sentenza nulla per motivazione apparente.
Continua »
Cessione di azienda: quando è revocabile?
La Cassazione conferma la revocatoria di una presunta cessione di azienda tra coniugi. Anche se mascherata da cessazione e nuova apertura di attività, l'operazione è stata vista come un unico atto dispositivo volto a frodare i creditori. La Corte ha privilegiato la sostanza sulla forma, ritenendo irrilevante che il trasferimento fosse avvenuto tramite atti amministrativi anziché un contratto unico. La decisione protegge la garanzia patrimoniale dei creditori.
Continua »
Retribuzione turnisti: il divisore orario è sempre 173
Una nota azienda del settore ceramico ha contestato il metodo di calcolo della retribuzione per i suoi lavoratori turnisti in cassa integrazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il divisore convenzionale di 173 ore mensili, previsto dal CCNL, si applica a tutti i lavoratori, inclusi quelli con un orario inferiore. Questa decisione sulla retribuzione turnisti assicura un trattamento equo e impedisce penalizzazioni ingiustificate.
Continua »
IRAP attività intramoenia: chi paga il conto?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla questione della trattenuta IRAP sui compensi per l'attività intramoenia dei medici universitari. Con una recente ordinanza, ha stabilito che, sebbene l'imposta gravi sull'azienda sanitaria, il suo costo deve essere incluso nella determinazione delle tariffe e ripartito tra l'ente e il professionista secondo accordi preesistenti, escludendo trattenute unilaterali. La Corte ha inoltre confermato la responsabilità solidale di Università e Azienda Ospedaliera in questi contenziosi.
Continua »
Diploma istituto paritario: la Cassazione decide
Un lavoratore si è visto annullare l'inserimento nelle graduatorie scolastiche a causa della presunta invalidità del suo diploma professionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, stabilendo che il diploma di un istituto paritario non è valido se la scuola, al momento del rilascio, non possedeva la specifica autorizzazione ministeriale per quel percorso di studi, a prescindere dal successivo riconoscimento della parità. La Corte ha inoltre sottolineato che spetta a chi invoca il titolo di studio dimostrarne l'effettivo e valido conseguimento.
Continua »
Progressione di carriera: requisiti e CCNL, la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità di un bando di selezione interna che richiedeva il possesso di un requisito professionale a una data antecedente a quella di scadenza della domanda. La Corte ha chiarito che, per la progressione di carriera nel pubblico impiego contrattualizzato, le disposizioni specifiche del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) prevalgono sulla normativa generale dei concorsi pubblici. Nel caso di specie, il CCNL mirava a garantire una progressione graduale e una minima permanenza nel livello inferiore, giustificando la richiesta che il requisito fosse posseduto alla data di decorrenza giuridica della nuova qualifica.
Continua »
Nullità contratto somministrazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una lavoratrice che contestava la nullità di numerosi contratti di somministrazione per difetto di forma scritta. La decisione si fonda sull'inammissibilità dei motivi di ricorso, ritenuti generici e confusi, e ribadisce un principio fondamentale: anche la nullità del contratto di somministrazione è soggetta ai termini di decadenza per l'impugnazione, che devono essere rispettati a pena di improcedibilità dell'azione.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando si contesta il fatto
Un cliente ha presentato ricorso contro la propria banca per la gestione di titoli e garanzie. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che i motivi presentati non denunciavano reali violazioni di legge, ma tentavano di ottenere una nuova valutazione dei fatti già decisi nei gradi di merito. La sentenza ribadisce i limiti del giudizio di legittimità, che non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio sui fatti della causa.
Continua »
Esenzione imposta pubblicità: quando il totem non conta
Una società concessionaria ha impugnato una decisione che garantiva l'esenzione imposta pubblicità a un'azienda per un'insegna ritenuta inferiore a 5 mq. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la valutazione sulla superficie dell'insegna, inclusa l'esclusione della sua struttura di supporto ('totem'), è una questione di fatto non riesaminabile in sede di legittimità. La Corte ha inoltre chiarito gli aspetti legati all'onere della prova in materia di esenzioni fiscali.
Continua »
Tassazione concordato fallimentare: la guida completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32492/2025, ha stabilito i principi sulla tassazione del concordato fallimentare con terzo assuntore. Il caso riguardava un avviso di liquidazione con cui l'Agenzia delle Entrate aveva tassato l'accollo dei debiti. La Corte ha chiarito che l'imposta di registro proporzionale si applica solo sul valore dei beni e dei diritti trasferiti (l'attivo), mentre il contestuale accollo dei debiti, essendo un effetto legale della procedura, è escluso dalla base imponibile. Poiché l'avviso impugnato si fondava erroneamente solo sull'accollo senza individuare l'attivo trasferito, è stato annullato.
Continua »