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Art. 118 Codice di Procedura Civile — Anno 2023

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Altri anni per Art. 118 Codice di Procedura Civile

Danni da fauna selvatica: la Regione risponde sempre?
A seguito di un incidente stradale causato da un capriolo, la Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità per i danni da fauna selvatica ricade sulla Regione ai sensi dell'art. 2052 c.c. (danno cagionato da animali) e non dell'art. 2043 c.c. (risarcimento per fatto illecito). Questa qualificazione, che il giudice può operare d'ufficio, inverte l'onere della prova: non è più il cittadino a dover dimostrare la colpa dell'ente, ma è la Regione a dover provare il caso fortuito per essere esente da responsabilità.
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Responsabilità costruttore: art. 1669 vs 2043 c.c.
La Cassazione chiarisce il rapporto tra la responsabilità costruttore per gravi difetti (art. 1669 c.c.) e la responsabilità extracontrattuale generale (art. 2043 c.c.). Se l'azione specifica è prescritta per inerzia del danneggiato, non è possibile ricorrere a quella generale per gli stessi fatti. La sentenza della Corte d'Appello è stata cassata con rinvio.
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Mutamento domanda: da adempimento a risoluzione
Un promissario acquirente, di fronte all'inadempimento dei venditori, modifica in appello la sua richiesta da esecuzione del contratto a risoluzione. La Cassazione conferma la legittimità di questo mutamento domanda, chiarendo che è ammissibile se fondato sugli stessi fatti. La sentenza sottolinea come la facoltà di scegliere tra adempimento e risoluzione sia un diritto della parte adempiente, esercitabile anche in secondo grado per tutelare al meglio i propri interessi.
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Obbligo di motivazione: Cassazione annulla riclassamento
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per il riclassamento catastale del suo immobile. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'Agenzia delle Entrate ha un preciso obbligo di motivazione, non potendo basare l'atto solo su dati generali della microzona, ma dovendo specificare gli elementi concreti relativi al singolo immobile.
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Rinuncia al ricorso: effetti sul processo e spese
Una società, in un contenzioso tributario contro l'Amministrazione Finanziaria, presenta una rinuncia al ricorso in Cassazione, accettata dalla controparte. La Corte dichiara l'estinzione del giudizio, stabilendo che in caso di rinuncia accettata non vi è pronuncia sulle spese e non si applica la sanzione del doppio contributo unificato. La decisione chiarisce le conseguenze procedurali ed economiche di questa scelta strategica.
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Anzianità docenti precari: sì alla parità retributiva
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'amministrazione regionale, confermando il diritto alla parità di trattamento retributivo per i docenti non di ruolo. La sentenza stabilisce che l'anzianità dei docenti precari deve essere pienamente riconosciuta ai fini della progressione stipendiale, anche in assenza del titolo di abilitazione, poiché la mansione svolta è identica a quella dei colleghi di ruolo.
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Progressione stipendiale docenti precari: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una Regione Autonoma, confermando il diritto alla progressione stipendiale per docenti precari. La Corte ha stabilito che la mancanza del titolo di abilitazione non giustifica un trattamento economico inferiore rispetto ai docenti di ruolo, poiché il lavoro svolto è identico. La decisione si fonda sul principio di non discriminazione previsto dalla normativa europea, valorizzando l'effettivo servizio prestato ai fini del calcolo dell'anzianità e della relativa retribuzione.
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Anzianità docenti: sì alla parità retributiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che non vi è giustificazione per una disparità di trattamento retributivo tra docenti di ruolo e docenti precari, anche se questi ultimi sono privi del titolo di abilitazione. L'ordinanza analizzata conferma che l'anzianità docenti maturata durante i contratti a termine deve essere pienamente riconosciuta ai fini della progressione stipendiale, in applicazione del principio di non discriminazione di matrice europea. L'amministrazione regionale che aveva impugnato la decisione è stata condannata, poiché la mansione svolta è identica e il titolo di studio non può essere considerato una ragione oggettiva per differenziare la retribuzione legata all'esperienza.
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Danno da legittimo affidamento: Giudice Ordinario
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la domanda di risarcimento per danno da legittimo affidamento, proposta dall'acquirente di un immobile basata su un titolo edilizio poi rivelatosi illegittimo, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. Il caso riguardava acquirenti di appartamenti che, a seguito di un'azione dei vicini per violazione delle distanze legali, avevano chiesto di essere risarciti dal Comune che aveva rilasciato il permesso. La Suprema Corte ha chiarito che tale azione non contesta l'esercizio del potere amministrativo, ma lamenta la lesione di un diritto soggettivo (l'integrità patrimoniale), sorto a causa dell'affidamento incolpevole sulla regolarità dell'atto.
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Clausole penali regolamento scavi: giurisdizione
Una società di servizi contesta le clausole penali imposte da un Comune per ritardi nei lavori di scavo, sostenendo la giurisdizione amministrativa. La Cassazione, invece, stabilisce che si tratta di penali di natura civilistica, derivanti da un'accettazione negoziale accessoria all'autorizzazione. La controversia rientra quindi nella giurisdizione del giudice ordinario.
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Progressione stipendiale docenti: sì anche senza titolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31004/2023, ha stabilito che la progressione stipendiale docenti spetta anche al personale precario privo del titolo di abilitazione. Il trattamento economico non può essere differenziato se le mansioni svolte sono identiche a quelle del personale di ruolo, poiché la mancanza della qualifica non costituisce una ragione oggettiva per giustificare una discriminazione retributiva basata sull'anzianità di servizio.
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Cessazione materia del contendere: accordo fiscale
Un consorzio energetico, operante nel settore delle rinnovabili, si opponeva a un avviso di pagamento per accise sull'energia elettrica fornita ai propri consorziati. Dopo un lungo iter giudiziario, culminato con un rinvio dalla Corte di Cassazione, le parti hanno raggiunto una transazione fiscale. A seguito di tale accordo, la Corte Suprema ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ponendo fine alla lite e rendendo inefficace la sentenza d'appello impugnata. La decisione evidenzia come un accordo tra le parti possa risolvere definitivamente un contenzioso anche in fase di legittimità.
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Cessazione materia del contendere e accordo fiscale
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in una controversia fiscale relativa ad accise sull'energia elettrica. La decisione è scaturita da un accordo di transazione fiscale, omologato dal tribunale competente, intervenuto tra una società energetica e l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Tale accordo, raggiunto durante il giudizio di legittimità, ha determinato il venir meno dell'efficacia della sentenza d'appello impugnata e la compensazione integrale delle spese legali tra le parti.
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Anzianità docenti precari: sì alla parità di stipendio
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'anzianità dei docenti precari deve essere pienamente riconosciuta ai fini della progressione stipendiale, equiparandola a quella dei docenti di ruolo. Con l'ordinanza n. 30944/2023, la Corte ha chiarito che la mancanza del titolo di abilitazione non costituisce una ragione oggettiva per giustificare una disparità di trattamento economico, poiché ciò che conta è l'identità delle mansioni svolte. Il ricorso di un'amministrazione regionale è stato quindi respinto, confermando il principio di non discriminazione sancito dalla normativa europea.
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Anzianità docenti precari: sì senza abilitazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'anzianità dei docenti precari deve essere riconosciuta ai fini della progressione stipendiale, equiparandoli ai docenti di ruolo, anche in assenza del titolo di abilitazione. La Corte ha specificato che il principio di non discriminazione, derivante dalla normativa europea, impone di considerare la sostanza del lavoro svolto, che è identica. Tuttavia, ha negato che tale riconoscimento possa estendersi al periodo di prova successivo all'immissione in ruolo, poiché in quella fase il docente è già un lavoratore a tempo indeterminato e la comparazione non è più tra precario e di ruolo.
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Motivazione per relationem: Cassazione chiarisce
Una società di rivendita software si opponeva a un decreto ingiuntivo del suo fornitore, lamentando la complicità di quest'ultimo in atti di concorrenza sleale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. L'ordinanza chiarisce i limiti di validità della motivazione per relationem, ribadendo che il giudice d'appello può far proprie le argomentazioni della sentenza di primo grado, purché il percorso logico sia ricostruibile. Sottolinea inoltre i rigorosi oneri di specificità richiesti per i motivi di ricorso, in particolare per le censure relative alla mancata ammissione di prove e alla violazione del principio di non contestazione.
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Anzianità docenti precari: sì alla parità retributiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30937/2023, ha stabilito che ai fini della progressione stipendiale, non vi è differenza tra il servizio svolto da docenti di ruolo e quello svolto da supplenti. Il principio di non discriminazione impone il pieno riconoscimento dell'anzianità dei docenti precari, anche se privi del titolo di abilitazione o impiegati per supplenze brevi. La Corte ha rigettato il ricorso di un'amministrazione regionale, confermando che la diversità di trattamento non è giustificata, poiché la mansione svolta è sostanzialmente identica.
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Stabilizzazione lavoro pubblico: contratto e requisiti
Una lavoratrice, assunta da un'amministrazione pubblica con un contratto di appalto di servizi, ha richiesto di essere ammessa a una procedura di stabilizzazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che per la stabilizzazione lavoro pubblico sono determinanti la natura formale del contratto e il metodo di selezione. Anche se il lavoro svolto era di fatto subordinato, l'essere stata assunta tramite un appalto di servizi, aggiudicato con il criterio del miglior ribasso economico e non tramite una selezione comparativa, impedisce l'accesso alla stabilizzazione.
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Anzianità docenti precari: sì alla parità retributiva
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'amministrazione regionale che negava la progressione stipendiale a due docenti precarie perché prive del titolo di abilitazione. La Corte ha stabilito che, in base al principio di non discriminazione, ai fini del calcolo dell'anzianità docenti precari, ciò che rileva è l'effettivo servizio prestato e la mansione svolta, identica a quella dei colleghi di ruolo, rendendo irrilevante la mancanza del titolo formale per la parità di trattamento economico.
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Riqualificazione contratto società pubblica: le regole
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30926/2023, ha chiarito i limiti della riqualificazione del contratto a progetto in lavoro subordinato presso una società a partecipazione pubblica. La Corte ha stabilito che, per i rapporti sorti prima del D.L. 112/2008, la conversione è possibile poiché la società era soggetta al diritto privato. Tuttavia, ha specificato che al lavoratore non spetta il risarcimento pieno, ma l'indennità onnicomprensiva prevista dall'art. 32 della Legge n. 183/2010.
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